Grillotalpa

(Gryllotalpa gryllotalpa)

grillo talpa1

Grazie alle zampe fossorie e alle robuste mascelle, questo insetto, che raggiunge i 50 mm di lunghezza, di colore marrone scuro e coperto da una sottile peluria, riesce ad accedere con facilità alle radici e ai tuberi di cui si nutre. I grillitalpa possono mettere sottosopra aiuole intere per scavare gallerie della grossezza di un dito, alla profondità 5-10 cm, e tutte convergenti verso una galleria verticale: questa conduce a sua volta ad un passaggio orizzontale terminante in una camera rotonda della grandezza di un pugno, dove si trova il nido che ha pareti molto lisce; in quanto ogni radichetta che vi spunti viene divorata dall’insetto. Da maggio a luglio le femmine depongono ad intervalli 300-400 uova e le custodiscono nel nido. In giugno è possibile sentire il frinire dei maschi. Il grillotalpa sverna come larva a circa 30 cm di profondità nel terreno. Per raggiungere la completa maturità, un individuo impiega circa due anni, e solo allora sviluppa un paio di ali ed è in grado di riprodursi. Il grillotalpa lascia le sue gallerie all’imbrunire. Si nutre di elateridi, di larve di farfalle, ma purtroppo anche di lombrichi. Nei terreni pesanti può causare danni ingenti rodendo le radici e i tuberi e soprattutto infestando semanzai e cassoni. E’ una preda molto gradita ai soricidi, al tasso, al merlo, all’averla, all’upupa (dove questa specie esiste ancora!) ed anche ai gatti e ai cani domestici.

In caso di forte infestazione: è possibile catturare i grillitalpa, soprattutto nel periodo aprile-giugno, collocando nel terreno delle trappole a pareti lisce (ad esempio vasetti di cotto o barattoli da yogurt). In autunno si erigono qua e là, nell’orto o nel giardino, dei piccoli cumuli di terra e composto o letame secco: se l’insetto li sceglie come dimora invernale, è facile catturarlo. Si può ricorrere anche a delle trappole a canaletta: in autunno si interrano delle canalette larghe 25-30 cm e profonde circa 35 cm, e si riempiono di composto o letame asciutto: con questo sistema non è difficile catturare i grillitalpa che, scavando, finiscono per cadervi dentro. Anche qualche straccio impregnato di petrolio e infilato nelle gallerie allontana, col suo odore sgradito, questi insetti. Si può infine, infilando le dita nelle gallerie scavate, allargare a imbuto la galleria verticale principale e, dopo di avervi versato un cucchiaio d’olio da cucina, farvi scorrere lentamente dell’acqua. In tal modo le uova e i giovani individui periscono, mentre gli insetti adulti vengono in superficie. A questo punto si può sopprimere e bruciare qualche grillotalpa, polverizzare finemente le ceneri per 1 ora e spargerle, oppure farne una diluizione all’ottava potenza secondo il principio decimale, e spruzzarla per 3 volte di seguito nelle gallerie e sulle aiuole infestate. Va ricordato che i prodotti a base di rotenone e di piretro danneggiano la microflora e la microfauna del terreno.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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