Cocciniglia

Cocciniglie 

Le cocciniglie dei fruttiferi sono piccoli insetti, appartenenti all’ordine dei Rincoti, muniti di apparato boccale pungente succhiante con il quale sono in grado di attaccare qualsiasi parte della pianta ospite. La loro prolificità è enorme, hanno numerose generazioni annuali e sugli organi colpiti si formano dense colonie costituite da un elevatissimo numero di individui. I danni che provocano derivano dalla sottrazione di linfa, dall’iniezione di saliva che, essendo tossica, provoca alterazioni nei tessuti vegetali e dall’apertura di ferite, che costituiscono poi facili vie d’accesso per altri patogeni. Le cocciniglie hanno, a protezione del loro corpo uno scudetto o follicolo, che esse fabbricano emettendo particolari sostanze cerose. Questa struttura, che può avere forma rotonda od oblunga, costituisce per l’insetto un valido mezzo di difesa e di isolamento dall’ambiente esterno. In questo gruppo sistematico è accentuato il dimorfismo sessuale: il maschio, sensibilmente più piccolo della femmina e con apparato boccale atrofico, è alato e dotato di occhi semplici, la femmina, invece, è priva di ali e di occhi, ma possiede appendici boccali ben sviluppate a costituire una struttura chiamata rostro. Le femmine sono ovipare oppure vivipare. Le giovani neanidi, appena uscite dall’uovo o dal corpo della madre, si spostano alla ricerca, su rami, foglie o frutti, di un posto sul quale poi fissarsi definitivamemte, immergendo il rostro nei tessuti vegetali e coprendosi con lo scudetto. La riproduzione avviene di solito in modo sessuato, più raramente in quello partenogenetico; lo sviluppo postembrionale delle femmine è di un tipo particolare di eterometabolia, definito catametabolia. L’insetto, infatti, passando dallo stadio di neanide a quello di adulto subisce l’involuzione di alcuni organi, quali le zampe e gli occhi.

Cocciniglia bianca del pesco

(Pseudaulacaspis pentagona)

La cocciniglia bianca del pesco comparve in Italia, importata casualmente dal Giappone, alla fine del secolo scorso. Inizialmente attaccò i gelsi, poi si diffuse su altre piante ornamentali e da frutto; oggi arreca gravi danni soprattutto a peschi e ciliegi. Gli scudetti maschili, candidi e dorsalmente carenati, hanno forma di un bastoncino allungato, quelli femminili, bianchi con una macchiolina giallastra in posizione leggermente eccentrica, sono invece rotondi. Questa cocciniglia, della quale svernano le femmine fecondate, ha due geenrazioni all’anno: la prima verso la fine di maggio e la seconda circa due mesi dopo. I danni arrecati sono spesso ingenti; sui peschi e sui ciliegi, a causa della sottrazione di linfa, si ha una veetazione stentata ed il disseccamento dei rami. Le piante fortemente invase da questa cocciniglia sono facilmente identificabili a distanza perchè hanno i rami coperti da una crosta biancastra formata dagli scudetti, che risalta in modo evidente.

Lotta

Trattare a fine inverno, all’ingrossamento delle gemme a fiore, con polisolfuro di bario al 5-6%. Quando l’intensità dell’attacco è preoccupante intervenire anche alla prima comparsa delle neanidi di prima generazione vaganti sui rametti in cerca del punto su cui fissasi. Questo periodo cade tra la metà e la fine di maggio. Prodotto da usare: clorpirifos-metile. Il trattamento va ripetuto dopo 10-12 giorni in caso di bisogno. La cocciniglia bianca del pesco ha nella Prospaltella un nemico naturale la cui importazione dall’Oriente è stata fatta dal Berlese (Prospaltella berlesei). La Prospatella è un piccolo Imenottero che, come l’afelino nei riguardi dell’afide lanigero, depone le sue uova nel corpo delle femmine della cocciniglia bianca. La larva che nasce distrugge la cocciniglia e, trasformata in adulto, esce forandone lo scudetto. E’ necessario pertanto diffondere al massimo questo entomofago, legando alla chioma dei fruttiferi dei rametti con cocciniglie parassitizzate, prelevati dalle piante prima che siano sottoposte a trattamenti insetticidi.

Cocciniglia di San José

(Quadraspidiotus perniciosus)

Questo insetto è originario della Cina; dopo essersi diffuso in America, dove fu rinvenuto la prima volta in un frutteto della California; arrivò in Europa e negli anni ’40 cominciò a diffondersi in Italia in modo preoccupante. La cocciniglia di San José è polifaga: attacca oltre 150 specie vegetali e causa gravi danni a tutti i fruttiferi. L’insetto è di colore giallo-arancione e vive ricoperto da un follicolo, che nelle femmine è di forma quasi rotonda e di colore grigio scuro, mentre nei maschi è allungato, più piccolo e più chiaro. Le punture di questa cocciniglia determinano sul legno delle macchie rosse, che si possono osservare chiaramente asportando la corteccia; sui frutti si formano invece delle caratteristiche areole clorotiche, circondate da un alone rossastro al centro delle quali si trova l’insetto. Il Q. perniciosus trascorre l’inverno sul legno della pianta, protetto dal follicolo. Ai primi di aprile gli individui riprendono a succhiare e nel mese di maggio raggiungono la maturità, la quale è subito seguita dagli accoppiamenti. Ha così inizio la prima generazione cui ne seguono altre due o tre durante la primavera e l’estate. Nei paesi caldi le generazioni annuali possono essere anche sei o sette. Da una femmina, solo in una stagione, se varie cause non provocassero un’elevata mortalità, si potrebbero avere milioni di discendenti. La diffusione della cocciniglia è da attribuire prevalentemente agli scambi di materiale vegetativo; nel caso di cocciniglie neonate (prima, cioè che si fissino, infliggendo il rostro nella pianta) è possibile la dispersione da parte del vento.

cocciniglia neatidi su olivococciniglia

Neanidi di cocciniglie su olivo                   Cocciniglie adulte su olivo

Lotta

La presenza di scudetti sulle piante nel periodo invernale impone di intervenire senz’altro contro il Q. perniciosus. Il momento più opportuno è a fine inverno, quando la pianta è ancora spoglia di vegetazione ma le gemme cominciano a gonfiarsi. Il trattamento dovrà effettuarsi con polisolfuro di calcio al 25% (8° Bé) oppure di bario al 5-6% prodotti ai quali la coccciniglia è molto sensibile e che, tra l’altro, sono dotati di potere antifissativo nei riguardi delle neanidi. Sui peschi si useranno le dosi più basse di polisolfuro di bario e sarà bene non impiegare il polisolfuro di calcio che può causare delle ustioni. Anche gli oli minerali attivati (oli gialli) sono efficaci, ma vanno usati sulle pomacee, preferibilmente quando si debbano combattere anche altri fitofagi, come uova di ragno rosso o di afidi e forme ibernanti di tortricidi. Per proteggere i frutti si fa ricorso a trattamenti primaverili

Cocciniglia grigia dei fruttiferi

(Epidiaspis leperii)

Questa cocciniglia che, oltre al pero, attacca anche melo, susino, pesco e ciliegio, si riconosce dal follicolo di forma tondeggiante e colore grigio scuro che ricopre l’insetto rossastro. Le colonie si sviluppano nelle anfrattuosità della corteccia; talvolta si formano delle croste di scudetti sovrapposti per cui il legno appare come imbrattato di calce. Il danno è determinato dalla sottrazione di linfa, che a lungo andare causa indebolimento generale della pianta e calo della produzione. Questa cocciniglia ha generalmente una o due generazioni all’anno e, fra le cocciniglie dannose ai fruttiferi è quella dotata della minore prolificità. Le femmine fecondate trascorrono l’inverno sulla pianta, protette dai follicoli, sotto i quali in primavera, depongono alcune decine di uova. Queste si schiudono ai primi di giugno, lasciando uscire le neanidi che, abbandonato lo scudetto materno, vanno alla ricerca di rugosità o screpolature del fusto o dei rami; trovato il posto adatto si fissano, infiggendo il rostro e si ricoprono con il follicolo protettivo.

Lotta

I normali trattamenti di fine inverno con polisolfuri od oli attivati sono sufficienti a mantenere le piante pressocchè immuni dalla Diaspis leperii. In caso di forti attacchi, che per altro si notano quasi esclusivamente nei frutteti trascurati, dopo il trattamento di fine inverno è necessario completare la lotta nel periodo di nascita delle neanidi. Si faranno pertanto due applicazioni alla distanza di una decina di giorni l’una dall’altra con i prodotti indicati per la cocciniglia di S. José. La data precisa si può stabilire solo osservando, con l’ausilio di una comune lente, la presenza delle neanidi sui rami delle piante (fine maggio-primi di giugno).

 

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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