Mosca del cavolo

(Delia radicum)

delia radicum

Questo dittero misura 5-6 mm ed è di colore grigio; le uova bianche deposte al colletto sono lunghe 1 mm. Da esse fuoriescono i bachi, che possono misurare fino a 8 mm di lunghezza. La mosca del cavolo vola per deporre le uova nel periodo in cui si piantano i cavoli precoci (fine aprile-inizio maggio). Vanno soggette all’attacco di questo parassita soprattutto le piantine messe a dimora troppo in profondità, dato che proprio quella piccola parte dello stelo che nel semenzaio era esposta alla luce e poi si trova sotto terra è l’ideale per la deposizione delle uova. Le larve divorano il terreno strato del cambio nella parte inferiore dello stelo che nel semenzaio era esposta alla luce e poi si trova sotto terra è l’ideale per la deposizione delle uova. Le larve divorano il tenero strato del cambio nella parte inferiore dello stelo e attaccano le radici: le piante si colorano di grigio-blu e poi muoiono. Oltre al cavolo vengono colpiti da questo insetto anche i ramolacci, le carote, la senape e la colza.

Misure preventive:

Trapiantare i cavoli prima e dopo, ma non durante l’epoca di volo della mosca. Stendere una garza sopra ai semenzai per impedire che l’insetto vi deponga le uova. Non somministrare letame fresco e indecomposto, che attirerebbe la mosca. Ricorrere alla consociazione con pomodori, il cui odore ha in questo caso un effetto repellente nei confronti del parassita. Seminare piante da sovescio (per esempio, trifoglio), ma non crucifere, per favorire i caraibidi, nemici naturali della mosca, e ostacolare l’ovodeposizione. Fare una copertura del terreno con erbe molto odorose (per esempio, felce).

In caso di infestazione:

Quando le foglie cominciano ad appassire, annaffiare infuso d’assenzio per 3 volte, a intervalli regolari, direttamente nel “cuore” di ogni piantina. Come insetticida biologico si può usare il bacillus thuringiensis. Nel periodo dell’ovodeposizione della mosca, irrorare sul colletto delle piante una soluzione di sapone di marsiglia. Eliminare le piantine colpite insieme alla terra circostante.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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