Ragno rosso e giallo

Ragno rosso e giallo

(Panonychus ulmi)

E’ un piccolo acaro, lungo circa mezzo millimetro, di colore rosso vivo, con lunghe setole dorsali, considerato uno dei fitofagi attualmente più dannosi nei nostri frutteti. Vive a spese delle foglie di melo, pero, pesco, susino, ciliegio e di molte piante ornamentali; attacca anche la vite, specialmente quando questa si trova in prossimità dei fruttiferi. Questo parassita si nutre immergendo il rostro nel lembo fogliare, di preferenza vicino alle nervature e succhiando la linfa. Quando la popolazione è numerosa, gli individui invadono anche i frutti e le infiorescenze, facendole avvizzire precocemente. Le foglie, indebolite dalle numerose punture, assumono una colorazione plumbea, che in seguito diviene prima giallastra e poi bruna. La funzione clorofilliana risulta compromessa e le foglie attaccate in modo massiccio finiscono per cadere. I frutti rimangono piccoli e tutta la pianta risente del danno, tanto che l’anno successivo i germogli risultano deboli e poco sviluppati. Gli attacchi, pericolosi durante tutto l’anno, risultano particolarmente gravi in primavera. Il ragno rosso in una stagione può avere 7-8 generazioni, che si succedono ininterrottamente dalla primavera all’autunno, tanto che nei mesi estivi è possibile trovare sulla pianta tutti gli stadi dell’acaro (uova, larva, adulto). Lo svernamento avviene per mezzo delle uova deposte in autunno sul fusto e sui rami. Sovente anche le siepi, le piante ornamentali, le erbe ospitano le forme svernanti del parassita, il quale in primavera, da questi nascondigli si riporta sui fruttiferi e ricomincia il ciclo.

ragno rosso su sedano Danni provocati da acari su sedano

Lotta

Il ragno rosso, per i danni che arreca e per la rapida capacità di assuefarsi ai prodotti acaricidi usati per distruggerlo, rappresenta sempre un problema di scottante attualità. I trattamenti contro le uova svernanti sulla pianta non danno risultati completi. Infatti lo straordinario numero delle uova di inverno, la loro disseminazione non solo sui rami degli alberi da frutto, ma ovunque si trovi un supporto o un nascondiglio, i pericoli per la pianta che derivano dall’uso di potenti antiparassitari (oli gialli) in prossimità del risveglio vegetativo, quando le uova prossime alla schiusura risultano più facilmente vulnerabili, costituiscono tanti fattori che limitano il pieno successo della lotta invernale. Questa comunque dà il vantaggio di ritardare in primaverala comparsa del parassita. Risultano efficaci, contro le uova d’inverno, gli oli gialli e gli oli bianchi al parathion, al clofentazine ecc. I primi si applicano a gemma ferma ed i secondi tra le orecchiette di topo ed i bottoni fiorali. I trattamenti di fondamentale importanza contro il ragno rosso sono però quelli che si effettuano durante la vegetazione. Bisognerà pertanto controllare settimanalmente il frutteto affinchè non venga superata la soglia di tolleranza, stabilita nel 40% di foglie infestate da almeno un ragnetto in maggio, nel 60% in giugno-luglio e nel 40-45% in agosto-settembre. Da tenere presente che l’attacco inizia all’interno della parte basale della chioma, in genere sulla pagina inferiore delle foglie. Per quanto concerne i principi attivi acaricidi rimandiamo alla parte generale ove si tratta l’argomento. E’ importante saper riconoscere almeno uno dei più efficaci nemici del ragnetto rosso, lo Stethorus punctillum un coleottero coccinellide che, se presente in buon numero, è in grado da solo di controllare l’infestazione: in questo caso è quanto mai opportuno ritardare il trattamento.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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