Topi

Fra i topi dannosi alle colture si annoverano l’arvicola (Arvicola terrestris) e il microto (Microtus arvalis). L’arvicola è un animale timoroso, lungo circa 20 cm, marrone o nero. E’ piuttosto paffuto, con minuscole orecchie e una coda che può misurare fino a 10 cm. Poichè vive volentieri nei pressi dell’acqua, viene anche chiamato erroneamente “topo acquaiolo”. Questo piccolo animale scava sotto terra delle gallerie a circa 30-50 cm di profondità, che possono formare una rete molto estesa. Le gallerie dell’arvicola si differenziano da quelle delle talpe (a sezione rotonda e assai tortuose) per essere invece a sezione ovale (alt. 7 cm, largh. 5), rettilinee, e con pareti molto liscie, perchè tutte le radichette che vi penetrano vengono rosicchiate dall’animale. L’arvicola si nutre di radici di patate, carote, cipolle ed altri ortaggi, ma tavolta anche di quelle di piante da frutto e rosai. Si ciba inoltre di insetti, anfibi e uova di uccelli. Ha circa 3 nidiate di 2-7 piccoli all’anno, maturi sessualmente a 2 mesi. Raggiunge di solito di età, e non va in letargo. Compare nei campi, negli orti e nei prati abbandonati, dove solleva in superficie dei mucchietti di terra irregolari. Il microto può raggiungere una lunghezza di circa 11 cm, esclusa la coda; è di colore grigio-giallastro. Le sue orecchie, a differenza di quelle dell’arvicola, sono ben sviluppate. Se in un prato sono presenti dei microti, si vedranno facilmente sul terreno i fori d’uscita delle numerose gallerie che portano dalla tana (a una profondità di circa 50 cm) fino alla superficie, dove piccoli sentieri collegano tra loro i vari fori d’uscita. Il microto non innalza cumuli di terra. Vive nei campi, negli orti e nei terreni incolti. In un anno ha circa 5 figliate di 5-10 piccoli.

topo

Topolino domestico

Misure preventive:

Cercare di attirare nei pressi dell’orto o del giardino alcuni dei nemici naturali dei topi: per gli uccelli rapaci è utile installare posatoi adatti, mentre i cumuli di sassi possono rappresentare un buon rifugio per le donnole. Controllare spesso la copertura del terreno, soprattutto nella zona sotto la corona delle piante da frutto. Piantare sui bordi delle aiuole, tra le colture e sotto le piante da frutto, qualche specie il cui forte odore sia sgradito ai topi, come la Fritillaria impdrialis, la Lingua di cane (Cynoglossum officinale), l’Euphorbia latyris, il piccolo narciso “La Riante” (secondo Seifert), l’aglio e il meliloto (che contiene tuione in quantità). Nei terreni argillosi l’effetto repellente di queste piante è limitato. Disporre nelle gallerie scavate dai topi pezzetti di piante fortemente odorose come aglio, foglie di noce, frode di ginepro ornamentale, tuia; annaffiare con macerato di sambuco. Anche gli odori sgradevoli (come quello di resti di pesce) possono far allontanare i topi. Un buon espediente consiste nell’interrare per i due terzi dell’altezza alcune bottiglie vuote, leggermente inclinate e con l’apertura rivolta verso l’alto: il vento, soffiandovi dentro, produrrà un fischio molto sgradito alle orecchie dei topi. Quando si mettono a dimora dei giovani alberi, può essere opportuno proteggerne le radici per mezzo di una rete metallica che arrivi fino al colletto.

In caso di infestazione:

Se si vogliono disporre delle trappole (un sistema sempre efficace) bisognerà prima di tutto assicurarsi che le gallerie appartengano proprio ai topi, e che siano ancora abitate. Se, avendo messo allo scoperto una galleria, si nota di lì a poco che è stata nuovamente otturata con della terra, si può essere certi che è ancora abitata. Perchè i topi non possano fiutare la presenza dell’uomo, è consigliabile lavorare con i guanti. Le trappole, una volta collocate alla fine delle gallerie, vanno coperte con un secchio rovesciato, tenuto fermo da un sasso per evitare che possa cadervi dentro qualche uccello. L’impiego delle trappole richiede una certa abilità. Se si decide di adottare questo metodo, si possono anche piantare come esche delle piante di topinambur, di cui i topi sono ghiotti. Come piantaesca si presta anche il sambuco, le cui radici sono molto gradite a questi roditori. Nella lotta contro i topi è cosa saggia operare in collaborazione coi vicini, perchè di soliti un’infestazione riguarda sempre una zona abbastanza vasta. Per combattere questi animali si può arrivare anche a catturarne alcuni esemplari e, una volta soppressi, bruciarli e spargerne le ceneri sul terreno. Anche qualche bacca di lauroceraso o 2-3 semi di ricino posti nelle gallerie servono ad eliminare i topi.Oppure acquistare le esche pronte. Bisogna però assicurarsi che questi veleni restino fuori della portata dei bambini.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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