Le malattie provocate da funghi.

Nell’uomo e negli animali le malattie parassitarie più frequenti e pericolose sono causate da Batteri e virus, mentre quelle dovute a funghi, anche se diffuse, sono generalmente meno temibili. Nelle piante, al contrario, le parassitosi, più importanti sono determinate dai funghi, seguite da quelle dovute ai virus ed ai batteri.

Mentre i batteri e funghi, anche se di dimensioni microscopiche, sono esseri viventi appartenenti al regno vegetale, i virus, costituiti esclusivamente da DNA(acido desossiribonucleico) e proteine, mancano di alcune caratteristiche tipiche dei viventi e vengono quindi definiti con maggior precisione agenti vitali.

Sotto spiego come i funghi sono costituiti e il loro modo di riprodursi e come possono risultare dannosi alle piante.

Parassiti e saprofiti

Le piante sono organismi autotrofi, sono cioè in grado di nutrirsi utilizzando l’acqua che assorbono dal suolo per mezzo delle radici e l’anidride carbonica che assimilano dall’aria tramite le foglie. In queste avviene , in presenza di luce , un processo detto sintesi clorofilliana o fotosintesi, tramite la quale l’acqua e  l’anidride carbonica si combinano a formare zuccheri semplici, che costituiscono le sostanze di partenza per tutti i composti organici necessari alla cellula. La produzione di zuccheri è legata strettamente alla presenza di clorofilla, un pigmento contenente magnesio che conferisce ai tessuti vegetali il loro caratteristico colore verde.

Si potrebbero paragonare: la clorofilla ad un operaio, la luce ai suoi attrezzi, l’acqua e l’anidride carbonica alle materie prime e gli zuccheri all’oggetto prodotto. Esistono però piante che non possiedono clorofilla e che spesso non vivono alla luce; esse pertanto non sono in grado di nutrirsi da sole: sono organismi eterotrofi. fra queste piante meritano particolare attenzione i funghi che possono essere di varie dimensioni: da relativamente grandi a microscopici.

I funghi sono pertanto obbligati a crescere su materiali animali o vegetali, morti o viventi: nel primo caso abbiamo funghi saprofiti, nel secondo caso abbiamo funghi parassiti. Mentre i saprofiti sono utili perchè decompongono la sostanza organica, mineralizzandola, i parassiti sono dannosi in quando causano delle malattie, dette malattie fungine o crittogame, quali ad esempio, la Peronospora, la ticchiolatura, l’oidio, la bolla, ecc.

Costituzione, nutrizione e riproduzione dei  funghi.

Come è stato detto i funghi possono essere di dimensioni, grandi o piccoli. I parassiti più pericolosi sono quasi microscopici. I funghi grandi vivono nei prati o nei boschi e sono saprofiti: di norma sulla superfice del terreno si sviluppa il corpo vegetativo del fungo, costituito da una fitta rete di filamenti; a cui viene dato il nome di micelio.

Da questo vocabolo deriva il nome di micete, che significa fungo, e quello di micosi , che equivale a malattia fungina. La parte che emerge dal suolo (il cappello) rappresenta il corpo fruttifero che contiene le spore.  Le quali , come i semi delle piante superiori, servono a riprodursi. Per descrivere il corpo vegetativo dei funghi dobbiamo descrivere il micelio, o per essere più precisi  l’ifa. Il micelio è composto da numerose ife connesse fra loro. L’ifa è un filamento a parete relativamente rigida, con andamento lineare o ramificato, che si accresce fra le cellule vive o morte dell’organismo a spese del quale si nutre. Ogni ifa è formata da numerose cellule nucleate poste una di seguito all’altra e, nella maggior parte della specie, separate fra loro da membrane, chiamate setti. La riproduzione per mezzo dei conidi viene chiamata agamica, cioè non sessuata. In autunno può invece accadere che il fungo scelga un diverso modo di riprodursi perchè, essendo vicino l’inverno, deve superarlo, proteggendosi dai suoi rigori. In questo caso due ife vicine subiscono una trasformazione che le porta a differenziare una polarità sessuale; al termine di questo processo si hanno due filamenti diversi denominati ifa femminile e maschile o, più esattamente, ifa + e -. Successivamente si ha la fusione delle due strutture con formazione di un corpo fruttifero contenente le spore d’inverno. Questo secondo modo di riproduzione viene definito gamico, cioè sessuato. Le spore gamiche hanno forme e nomi diversi a seconda del gruppo tassonomico a cui appartengono: oospore nel caso della peronospora, ascopore nel caso della ticchiolatura e degli oidi.

I sintomi delle malattie crittogamiche

Quando la spora germina ed il micelio inizia a diffondersi nei tessuti dell’ospite, parassitizzando la pianta, si dice che questa è stata contaminata o infettata ed il processo si chiama, di conseguenza, contaminazione o infezione. I sintomi della malattia però non si manifestano subito dopo la penetrazione del patogeno: trascorrono infatti alcuni giorni, variabili con la specie di fungo, di pianta e con le condizioni ambientali, senza che si noti niente di anormale. Durante a questo intervallo di tempo, detto periodo d’incubazione, il micelio continua a sottrarre, per mezzo degli austori, nutrimento alle cellule dell’ospite. Infine il periodo d’incubazione ha termine e la malattia diviene manifesta.

I fattori ambientali e le malattie crittogamiche

La gravità di un attacco fungino dipende in gran parte dalle condizioni ambientali in cui il fungo vive e si sviluppa. Quanto più la temperatura, l’umidità e la luce saranno vicine ai livelli ottimali per il parassita, tanto maggiore sarà l’aggressività di questo nei confronti dell’ospite. Le temperature migliori per lo sviluppo di gran parte delle specie fungine sono comprese fra i 18°C ed i 28°C; le malattie crittogamiche sono quindi più frequenti e temibili da maggio a settembre con, eventualmente, un periodo di stasi in corrispondenza del gran caldo estivo. Per questo riguarda  l‘umidità, i funghi germinano e crescono meglio quando questa è elevata: le stagioni con piogge abbondanti risultano pertanto particolarmente favorevoli agli attacchi dei miceti. Fanno eccezione a questa elevata esigenza di umidità gli oidi, che preferiscono ambienti relativamente secchi. Anche se la luce non ha un’influenza determinante sulla crescita dei funghi, questi prediligono in genere una luminosità modesta: è noto a questo proposito come i pergolati fitti di vite siano i più colpiti dalle crittogame. A fattori ambientali diversi e poi spesso affidato il compito di diffondere le spore dei funghi. La dispersione da parte del vento è tra le più efficaci, insieme a quella dovuta alle piogge che, come nel caso della ticchiolatura, possono staccare i conidi dagli organi infetti facendoli cadere su foglie e frutti sottostanti. Anche gli insetti, gli animali e l’uomo possono essere la causa, involontaria, della diffusione dei parassiti.

Virulenza delle malattie crittogamiche

I funghi che si sviluppano a spese delle piante coltivate possono essere dei parassiti facoltativi, in grado cioè di vivere anche come saprofiti, oppure obbligati. Fra questi ultimi, per i quali l’ospite vivente è indispensabile alla sopravvivenza, esistono poi vari livelli di specializzazione. Alcuni funghi (f. monofagi) sono in grado di attaccare una sola pianta; tra questi abbiamo, ad esempio, la Plasmora viticola, che provoca la peronospora della vite, il Fusicladium prinum ed il Fusicladium dendriticum, agenti causali della ticchiolatura rispettivamente del pero e del melo. Questi funghi specializzati sono i più aggressivi e pericolosi e provocano le malattie crittogamiche più gravi; sono cioè i più virulenti. Esistono poi dei miceti (f. polifagi) non specializzati, che possono colpire più specie vegetali; fra gli altri appartengono a questo gruppo alcuni funghi che provocano i marciumi, appartenenti al genere Monilia. Questi parassiti, generalmente meno virulenti di quelli specializzati, risultano particolarmente dannosi sulle piante già deperite e nei frutteti trascurati. Vi sono infine dei funghi (f. eteroici), che alternano il loro ciclo su specie vegetali diverse; in questo caso si può avere monofagia sia di ospiti primari, che secondari, monofagia nel primo caso e polifagia nel secondo, polifagia in entrambi. Tipico esempio di fungo eteroico è la Roestelia cancellata, che provoca la ruggine del pero e vive, oltre che su questo, anche sul ginepro.

Classificazione dei funghi

I funghi formano una classe vegetale di organismi che hanno in comune alcune caratteristiche: mancanza di clorofilla, corpo costituita da cellule nucleate disposte a formare dei filamenti denominati ife, presenza di una sottile membrana che riveste esternamente il micelio. La classe dei funghi viene suddivisa nei seguenti quattro ordini:

Ficomiceti

Comprende forme ad habitat sia acquatico, che terrestre. Le cellule ifali non sono separate da setti, i quali si formano solo fra il micelio ed i rami conidiofori. Nei ficomiceti esistono entrambe le modalità riproduttive.

Ascomiceti

Il micelio presenta ife regolarmente settate e la riproduzione avviene sia per mezzo di conidi, che di spore , Queste ultime, dette ascospore, sono contenute in numero di 4 o 8 negli aschi, i quali hanno la forma di piccoli sacchi. Gli aschi sono a loro volta racchiusi in strutture, gli ascocarpi, che prendono il nome di periterici, se hanno forma rotonda , e di apoterici se hanno forma a coppa. Sono ascomiceti gli agenti causali della ticchiolatura e degli oidi.

Basidomiceti

Hanno micelio con ife settate e presentano entrambe le modalità di riproduzione. Il corpo fruttifero, detto basidio, che è spesso di grandi dimensioni, porta le basidiospore. Appartengono a quest’ordine i miceti che provocano le ruggini e la maggior parte dei funghi dei boschi ;sempre basidiomiceti sono i polipori, emi-parassiti che invadono i tronchi delle piante deperite ed i cui corpi fruttiferi sono spesso visibili sulla corteccia degli alberi.

Deuteromiceti

In questo ordine vengono raggruppati le specie la cui forma sessuata di riproduzione o non esiste o non e conosciuta. Le ife sono regolarmente divise dai setti ed i conidi si sviluppano od all’estremità di rami conidiofori od all’interno di apposite strutture  formate da fitti intrecci di filamenti ifari. Appartengono ai deuteromiceti i parassiti  che provocano il mal della bolla del pesco e la verticillosi dei fruttiferi.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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1 Response

  1. Alexandra ha detto:

    Interessante articolo sui mezzi per il trattamento efficace delle infezioni fungine, dei funghi della pelle.

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