Insetti e acari dannosi alle pomacee

afide lanigero

Elenco degli insetti e acari che colpiscono le piante:

 

Cocciniglia di San José  (Quadraspidiotus perniciosus)

Cocciniglia grigia dei fruttiferi (Epidiaspis leperii)

Psillidi

Psilla del melo (Psylla mali)

Psilla del pero (Psylla piri)

Tingide del pero (Stephanitis pyri)

Cicaline (Cercopis spp.)

Rodilegno rosso e giallo (Cossus cossus e Zeuzera pyrina)

Sesie (Synanthedon typhiaeformis e S. myopaeformis)

Baco delle mele e delle pere (Cydia pomonella)

Ricamatrici

Microlepidotteri minatori fogliari

Bombice antico (Orgya antiqua)

Ragno rosso e giallo (Panonychus ulmi)

Eriofide del pero

(Eriophyes piri)

E’ un acaro quasi microscopico, di colore bianco, fornito di sole quattro zampe e sprovvisto di occhi, che provoca la cosiddetta erinosi del pero. Le punture del parassita determinano sulle foglie la formazione di piccole galle al cui interno trovano riparo gli acari. Queste protuberanze, che col tempo tendono a confluire, assumono una colorazione che, inizialmente giallastra diviene poi violacea ed infine quasi nera. Le foglie rallentano le loro funzioni con danni evidenti per la produzione e per la pianta intera. Gli inconvenienti più gravi si hanno sulle giovani piantine, le cui tenere foglie sono particolarmente appetite dall’eriofide. Nei casi più gravi anche i frutticini vengono attaccati e deformati. L’acaro sverna come adulto sulle gemme e sui rami del pero; nel corso dell’anno si susseguono 2-3 generazioni.

Lotta

Alla schiusura delle gemme trattare le piante, con olio bianco attivato. In estate, se l’infestazione è estesa, irrorare con clorpurifos.

Eriofide rugginoso del pero

(Epitrimerus piri)

Questo acaro, simile nell’aspetto all’Eriophyes pyri vive sul pero provocando rugginosità su foglie e frutti. In primavera le femmine che hanno svernato si portano sui germogli dove iniziano a nutrirsi e a deporre le uova. A questa prima generazione ne fanno seguito molte altre e normalmente a luglio si raggiunge il culmine dell’infestazione. Le foglie colpite presentano, sulla pagina inferiore, delle aree scure che tendono a confluire; quando la necrosi interessa gran parte della lamina, questa si ripiega a doccia e poi finisce per cadere. Nella tarda estate si ha spesso il risveglio delle gemme dormienti, con l’emissione di germogli, che solitamente sono corti ed affastellati. Sui frutti la ruggionosità si manifesta a partire dalla zona calicina e si estende poi fino ad interessare nei casi più gravi, tutta l’epidermide.

Lotta

Effettuare un trattamento con olio bianco attivato. Nel caso non si ritenga necessario fare ricorso all’olio bianco attivato questo può essere sostituito dall’abamectina.

 

 

 

 

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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