Cydia funebrana o tignola del susino

La Cydia Funebrana o tignola del susino è una farfalla di medie dimensioni (circa 12-15 mm di apertura alare); le ali anteriori sono di colore grigiastro con fondo tendenzialmente brunastro e con marezzature biancastre; la sua livrea è molto simile a quella della Cidia del Pesco. Le larve, che sono rosate o rossastre, hanno una lunghezza di circa 10-15 mm.

cydia funebrana adulta

cydia funebrana adulta

Il danno si manifesta sui frutti ed è determinato dalle larve; queste si nutrono della polpa dei frutticini.
Le larve scavano gallerie fino al nocciolo; queste gallerie vengono tappezzate di escrementi e rosure che rappresentano i residui dell’attività trofica. I frutti colpiti in momenti precoci cascolano. I frutti colpiti in uno stadio di sviluppo mediamente avanzato presentano la polpa meno consistente e con colorazione più scura. II frutto si deforma lievemente e può essere soggetto a marciumi fungini da Monilia. I danni si manifestano con la comparsa, sui frutti, di cirri gommosi che fuoriescono in uno o più punti corrispondenti alle uscite delle gallerie.
Se il frutto viene colpito tardivamente i segni palesi dell’attacco possono anche non manifestarsi.

La Cydia funebrana sverna sotto forma di larva (larve mature) sotto la corteccia o in altri ricoveri del frutteto. Gli adulti sfarfallano tra maggio e giugno al nord (1° volo) (fine aprile nel Meridione). Le femmine ovidepongono sui frutticini, nella zona distale. Le larve, dopo un periodo di incubazione che va da 6-7 a 14-15 giorni, entrano nei frutticini scavando le gallerie descritte.
La maggior parte dei frutti colpiti in questo stadio sono soggetti a cascola, per cui le larve di prima generazione o degenerano oppure completano il loro sviluppo a terra (dentro il frutticino), dove si incrisalidano per originare gli adulti (2° volo) nel mese di luglio. Da questo volo prende origine la seconda generazione larvale che provoca, sui frutti già sviluppati, i tipici danni. Generalmente queste larve sono destinate a svernare; tuttavia in alcune zone, con climi favorevoli al fitofago, si può verificare, a fine estate, una 3a generazione. La Cidia del Susino compie, pertanto, 2 (a volte 3) generazioni.

La lotta contro la tignola del Susino segue i criteri della lotta guidata ed integrata; essa si avvale di monitoraggi effettuati con trappole sessuali allo scopo di stabilire i momenti dei voli e quindi degli eventuali trattamenti. La tecnica prevede:
– installazione delle trappole: queste vanno messe nel frutteto alla fine di aprile;
– il numero di trappole è di 1-3 per ettaro o per azienda;
– la soglia, orientativa, di intervento è di 5-10 ed oltre catture per trappola per settimana.

trappola a delta per feromone

trappola a delta per feromone

In ogni caso prima di effettuare l’intervento occorre anche valutare:
– il carico dei frutti;
– la varietà coltivata;
– il momento della raccolta;
– le infestazioni degli anni precedenti;
La generazione più pericolosa è sicuramente quella di piena estate (o le 2 estive nel caso svolga 3 generazioni); l’intervento si esegue dopo qualche giorno dal superamento della soglia sulle larve di 2a e 3a generazione, con prodotti larvicidi, tipo il Bacillus thuringiensis distribuito all’inizio del volo degli adulti.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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