Mosca della carota

(Psila rosae)

Un po più slanciata della mosca domestica, misura 4-5 mm di lunghezza, è di colore nero lucente, rosso-gialla sul capo ma con la nuca brunastra, zampe gialle e ali chiare. Presenta due generazioni l’anno: la prima volta da fine aprile a luglio, la seconda alla fine di agosto. Le femmine depongono 40-100 uova nello strato superiore del terreno; qui si sviluppano anche le larvette, che si impupano nel terreno e vi svernano. Le larve della mosca della carota attaccano anche la pastinaca, il prezzemolo, l’aneto, il cerfoglio e il cumino. I maggiori danni si hanno in agosto. Le larve attaccano prima le sottili radichette laterali, poi scavano gallerie nella radice principale. Le gallerie vengono riempite di escrementi e di conseguenza le carote emanano un odore sgradevole. Le foglie assumono una colorazione rosso-gialla e poco dopo muoiono. La radice del sedano attaccato assume un colore bluastro, mentre il prezzemolo ingiallisce.

Misure preventive:

per le colture soggette all’infestazione scegliere una posizione aperta e ventilata. Concimare solo con composto maturo: i concimi freschi indecomposti (letame, liquame) attraggono il parassita. Oltre ad una semina precoce delle carote in primavera, effettuare una seconda semina in autunno. Consociazione con cipolle, aglio e porri: queste piante tengono lontana la mosca della carota, mentre le carote hanno a loro volta un effetto repellente sulla mosca della cipolla e sulla tignola del porro. Dalla semina in poi, annaffiare a intervalli regolari con infusi d’erbe fortemente aromatici (soprattutto infuso di tanaceto e assenzio, infuso d’aglio e decotto di bucce di cipolla). Mettere tra i solchetti della semina tanaceto, felce, aneto e lavanda. Ogni 2 settimane spolverizzare sopra alle file con Etermut, preparato a base di erbe selvatiche.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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