Mosca dell’olivo (Bractrocera Oleae)

E’ un insetto dittero (Bactrocera oleae) che depone le uova sulle drupe a partire da luglio. Le larve, di colore bianco, si nutrono dei frutti provocando l’insorgenza di muffe. Se l’attacco è forte i danni possono interessare tutto il raccolto. Questa specie è associata alle piante del genere oleae e, in particolare, all’olivo.

È presente in tutto il bacino del mediterraneo e nel sud Africa.

Dalla fine degli novanta è presente anche in California e, probabilmente, si è diffusa in tutto

l’areale di coltivazione dell’olivo . È considerata l’avversità più importante a carico dell’olivo, nelle regioni in cui è presente, arrivando a condizionare sensibilmente l’entità e la qualità della produzione nella maggior parte dell’areale

di coltivazione. L’incidenza dei suoi attacchi tende ad accentuarsi nelle regioni più umide e più fresche dell’areale di coltivazione, con una notevole variabilità secondo la varietà coltivata, mentre diventa meno

marcata nelle zone a estati calde e siccitose e su cultivar da olio.

L’uovo è lungo 0,7-1,2 mm circa, è allungato, leggermente appiattito al ventre, con un piccolo tuberco

lo micropilare biancastro, importante per la respirazione dell’embrione.

Larva di mosca dell’olivo

La larva è apoda e di forma conico-cilindrica, ristretta anteriormente. Sviluppa attraverso tre stadi (larva di 1ª, 2ª e 3ª età). La larva matura è lunga 6-7 mm, di colore bianco-giallastro, allungata, subconica. I sensori anteriori sono biarticolati e con il secondo articolo conico,il sensorio posteriore ha 8 sensilli. Lo scheletro cefalo-faringeo ha apodemi dorsali e ventrali molto brevi, lo sclerite ipostomale è triangolare, manca quello subipostomale, le mandibole sono uncinate. I lobi orali sono percorsi da 10-12 solchi preceduti da ciascun lato da

un sensillo placoideo simile a quello della larva di Ceratitis capitata. Gli stigmi anteriori hanno 9-10 lobi. I tre stadi larvali si possono distinguere dal diverso profilo delle strutture cefalo-faringee. La diversa conformazione degli stigmi anteriori consente di discriminare le larve della 2ª e 3ª età, mentre la larva di prima età è metapneustica, cioè provvista di un solo paio di stigmi posteriori.

Pupa di mosca dell’olivo

Lo stadio di pupa si svolge all’interno del pupario , una capsula ellittica formata dalla trasformazione dell’exuvia dell’ultima muta larvale. Il pupario è lungo 3,5-4,5 mm, di colore variabile dal bianco-crema al giallo-rossastro, quand’è asciutto. Il cambiamento di colore del pupario consente di stabilire l’età delle pupe.

Gli adulti sono lunghi 4-5 mm. In Italia si riconoscono facilmente dagli altri Tefritidi per la caratteristica piccola macchia scura all’apice dell’ala e per l’estensione della cellula anale , stretta e allungata.L’adulto maschio presenta nell’ala un indurimento all’apice della cellula anale, il cui tratto ristretto è più lungo che nella femmina. Ai margini del III urite mostra i pettini. L’adulto femmina ha il capo giallastro con due nette macchie circolari sotto le antenne a poca distanza dall’occhio composto; gli occhi sono verde-bluastri. Il torace può presentare macchiette variabili al posto delle tipiche fasce e linee. Il mesonoto è grigio-bluastro con tre linee nerastre longitudinali. Il callo omerale, le aree mesopleurali e metapleurali e il mesoscutello sono di colore avorio. Le ali sono ialine, con parte dello pterostigma e la macchietta apicale brunastre. L’addome è castano chiaro con macchiettatura variabile: tipicamente sono presenti coppie di macchie nerastre sugli urotergiti I-IV che però spesso si fondono in bande. L’ovopositore è ben visibile, invaginato in parte dell’VII urite che è sempre nerastro. La lunghezza è di 4-5 mm.

Le femmine depongono le uova a partire dall’estate inoltrata, quando l’oliva ha almeno un diametro di

7-8 mm. L’ovideposizione avviene praticando una puntura con l’ovopositore sulla buccia dell’oliva e lasciando un solo uovo nella cavità sottostante. La puntura ha una caratteristica forma triangolare dovuta ad un effetto

ottico. Una puntura fresca ha un colore verde scuro, mentre le punture vecchie hanno

un colore bruno-giallastro a seguito della cicatrizzazione della ferita. La schiusa dell’uovo avviene dopo un periodo variabile secondo le condizioni climatiche: da 2-3 giorni nel periodo estivo ad una decina di giorni nel periodo autunnale. La larva neonata scava inizialmente una galleria superficiale, ma

in seguito si sposta in profondità nella polpa fino ad arrivare al nocciolo, che in ogni modo non viene intaccato. Durante lo sviluppo larvale avvengono due mute con conseguente incremento delle dimensioni della larva. I danni causati dalla mosca dell’olivo sono congiuntamente di due tipi: quantitativo e qualitativo. Sotto l’aspetto quantitativo il danno è causato dalle larve di II età e, soprattutto, di III età e consiste nella sottrazione di una parte considerevole della polpa con conseguente

riduzione della resa in olio. Una parte della produzione si perde anche a causa della cascola precoce dei frutti attaccati. Nelle olive da olio le punture e le mine scavate dalle larve di I età non hanno riflessi significativi sulla resa. Nelle olive da mensa, invece, il danno si estende anche alle punture sterili in quanto deprezzano la materia prima fino a causarne lo scarto dalla linea di produzione. Sotto l’aspetto qualitativo va considerato il sensibile peggioramento della qualità dell’olio estratto da olive con un’elevata percentuale di attacchi da larve di III età. L’olio ottenuto da olive bacate ha una spiccata acidità (espressa in acido oleico, dal2% al 10% secondo la percentuale d’infestazione) e una minore conservabilità in quanto presenta un numero di perossidi più elevato. Dagli attacchi di mosca derivano secondariamente deprezzamenti qualitativi più o meno gravi dovuti all’insediamento di muffe attraverso i fori di sfarfallamento. Questo peggioramento qualitativo si evidenzia in modo notevole negli oli ottenuti da olive bacate raccolte da terra o stoccate per più giorni prima della Molitura.

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Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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