Cicorie coltivata e selvatica

La cicoria

Parti utilizzate

Le foglie e le radici.

Proprietà officinali in fondo alla pagina.

Ambiente clima terreno

Tutte le cicorie possono crescere quasi ovunque, ma l’ideale è un terreno fertile, fresco e profondo dove le radici possono affondarsi bene. La cicoria predilige le posizioni soleggiate, e vive bene nei climi con frequenti piogge e inverni non troppo rigidi.

Coltivazione

Le varietà di cicoria da taglio per il consumo estivo si possono seminare a partire da aprile, in un terreno ben lavorato ed eventualmente arricchito precedentemente con un pò di letame o terriccio. Le varietà di cicoria adatte per la forzatura e l’imbianchimento da utilizzare nel periodo invernale andranno invece seminate da metà giugno in avanti. La semina si deve effettuare direttamente all’aperto, a spaglio o a file (distanti 10-20 centimetri tra loro) e diradando successivamente appena le piante saranno cresciute a sufficienza da poter essere prese in mano. Le cicorie estirpate potranno essere consumate o trapiantate altrove. Lasciate comunque una distanza di 8-12 centimetri tra le piantine delle varietà da taglio (a seconda se sono a foglia lunga o larga), e 20-25 centimetri di distanza tra le piantine delle varietà che producono un grosso cespo o per tutte le varietà da forzare. Tenete sempre l’aiuola libera dalle erbe infestanti e annaffiate abbondantemente nei periodi di siccità. Verso fine estate, inizio autunno trapiantate le varietà invernali, seminate a fine giugno estraendo le piante dal terreno con l’aiuto di un forcone per non danneggiare le lunghe radici. Tagliate le foglie (che potrete consumare) a circa 3 centimetri dal colletto e accorciate anche leggermente la radice che ha la forma di una lunga carota, tagliando la punta e le eventuali diramazioni laterali. Trapiantate i cespi che volete consumare durante l’autunno-inverno in un luogo protetto, al riparo dalle gelate (serra fredda, tunnel) e da fine ottobre in avanti potrete effettuare l’imbiancamento delle varietà adatte alla forzatura. Questa operazione ha lo scopo di favorire lo sviluppo del “cuore” (formato dalle foglioline più interne del cespo) che si accresce sfruttando le sostanze di riserva della radice. Le foglioline si sviluppano considerevolmente, assumendo una consistenza carnosa e croccante, la nervatura centrale imbianchisce e si ottiene un prodotto di grande pregio. Una tecnica di forzatura semplice, da realizzare anche a livello casalingo, è quella di piantare in un vaso capace (contenente un buon terriccio) verticalmente dei piccoli gruppi di radici a cui siano state tagliate le foglie a 2-3 centimetri dal colletto. Annaffiate il vaso e copritelo con un altro vaso capovolto di egual misura, affinchè le piante restino al buio. Sistemate poi il vaso in un luogo dove la temperatura si aggiri intorno ai 10-15 gradi (cantina, garage, serra, cucina) e in breve tempo il buio e il calore stimoleranno lo sviluppo dei nuovi germogli. Raccoglieteli al momento di consumarli affinchè non perdano la loro freschezza.

Raccolta e conservazione

Nelle cicorie da foglia, quando i cespi sono ben formati, si possono raccogliere le foglie tagliandole poco sopra il colletto ogni volta che occorrono. La pianta ricaccerà nuovamente ed il taglio potrà essere ripetuto quindi più volte nel corso della stagione. Anche le cicorie da turione si possono raccogliere più volte nella stagione perchè la pianta tagliata è stimolata a produrre dei getti nuovi. Le piante sottoposte a forzatura, invece, solitamente non ricacciano più o tutt’al più, se irrigate ancora dopo il taglio, danno un secondo raccolto, ma di qualità più scadente rispetto al primo.

Avvicendamento e consociazione

Tutte le cicorie coltivate nel periodo estivo si possono consociare con i finocchi, le carote o le lattughe e nella rotazione dell’orto seguono vantaggiosamente le colture che hanno richiesto parecchio concime come le piante o i cavoli.

Avversità

Le avversità più pericolose per questa coltura sono di orgine vegetale. Tra queste il mal bianco ed il marciume del colletto che colpiscono soprattutto le piante in caso di eccesso di umidità ambientale, come si verifica a volte in autunno nelle colture protette dalla plastica e mal aerate. Per il resto è una pianta rustica, raramente danneggiata da parassiti animali.

Varietà

Di cicoria vi sono diverse varietà, differenti nella forma e nell’uso alimentare. Nel gruppo delle cicorie da foglia (da cespo o da taglio) vi sono cultivar a foglie verdi, come la “Spadona” e la “Pan di zucchero”, o a foglie rosse o variegate tra cui il famoso “Radicchio di Treviso” e il “Radicchio variegato di Castelfranco”. Queste ultime due, molto coltivate specialmente nel Veneto, si possono anche sottoporre a forzatura invernale. Il gruppo delle cicorie da turione, invece, comprende varietà di grandi dimensioni coltivate specialmente in meridione, tra cui la rinomata “Catalogna” e la “cicoria asparago” di cui si consumano i giovani getti, le cosiddette “puntarelle”, e le foglie (generalmente dopo cottura). E poi vi sono le cicorie a radice grossa, tra cui alcune cultivar coltivate per la produzione delle radici (le cosiddette “scorzamare”) ed altre utilizzate per produrre le cicorie da fare imbianchire, tra cui la più famosa è la belga o “Cicoria di Bruxelles”, chiamata anche “Witloof” (che in fiammingo significa foglia bianca).

cicoria

cicoria fiore

fiore di cicoria selvatica in Giugno

Proprietà officinali e terapeutiche

Questa pianta, infatti, viene utilizzata spessissimo come coadiuvante per la cura di disturbi di origine differente: grazie alle sue proprietà depurative, antiossidanti, antiinfiammatorie, diuretiche, lassative ed ipoglicemizzanti, è ritenuta una delle piante maggiormente portatrici di benessere.

per le sue proprietà antiinfiammatorie è consigliato utilizzarla in caso di tosse persistente, specialmente se accompagnata da bronchite, congestione nasale ed asma;

– le sue capacità ipoglicemizzanti la rendono utile per abbassare i livelli di glicemia nel sangue dei soggetti diabetici;

– essendo un ottimo tonico naturale è utile per contrastare la comparsa di radicali liberi e viene utilizzata molto spesso in campo dermatologico.

Al momento non sono conosciute controindicazioni, sebbene sia sconsigliato l’uso a soggetti che soffrono di spasmi intestinali.

Quando si raccoglie? Dipende se si vogliono usare le radici, le foglie o i semi. Le radici di cicoria selvatica si raccolgono  in autunno, le foglie (compresi i fiori) poco prima della fioritura a inizio luglio e i semi a fine settembre.

Come si usa? Le radici di cicoria selvatica per fare il caffè di cicoria si fanno essiccare al sole, o in un forno di essiccazione, dopo averle tagliate per la lunga; poi si possono macinare. Delle foglie abbiamo già detto, i semi si possono usare subito per la preparazione di infusi e decotti, oppure conservare in un sacchetto di carta (anche per anni) per fare una piccola piantagione di cicoria selvatica in un terreno asciutto e profondo (si può seminare tutto l’anno).

Quali proprietà? Per gli antichi, che la conoscevano bene, la cicoria selvatica aveva poteri curativi per il fegato e la cistifellea ed era un tonico per l’apparato digerente. Con radici, foglie, fiori e semi di cicoria selvatica si possono preparare infusi e decotti, ma anche impacchi contro le affezioni della pelle come foruncoli ed eczemi che possono dipendere da un cattivo funzionamento del fegato.

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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