Dieta mediterranea

Negli ultimi anni si sta parlando tanto di dieta mediterranea perchè allunga la vita rispetto a quelle nazioni del pianeta che non usano gli alimenti delle regioni del bacino del mediterraneo.

Negli anni ’50 del secolo scorso, Ancel Keys, un nutrizionista americano, si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo erano meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli statunitensi.Da questa osservazione nacque l’ipotesi che la dieta mediterranea fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva.Lo stesso studioso, tornato in patria, proseguì per anni tali ricerche, che culminarono nella stesura del libro Eat well and stay well, the Mediterranean way”.

Però non bisogna confondere gli alimenti che mangiavano i nostri antenati con quelli prodotti oggi, a cominciare dal pane e pasta, perchè le farine usate per produrre questi due alimenti non sono sicuramente le stesse, per due motivi: il primo è che i grani che usavano i nostri nonni non vengono più coltivati perchè antieconomici, e i molini che usavano, oggi non esistono più. Fino a venti anni fa le nostre colline erano coltivate a grano ogni famiglia seminava per il suo fabbisogno, usando il seme che avano prodotto l’anno precedente e gli unici fertilizzanti usati erano il letame e i sovesci, le malerbe venivano eliminate facendo passare le pecore tra i campi per far mangiare molte infestanti e nello stesso tempo mozzare il grano per far ricacciare da uno stelo più steli e far aumentare la produzione poi nella primavera si procedeva alla zappettatura manuale. Oggi invece si usano fertilizzanti chimici, sementi chiamate triploidi che ricacciano senza l’uso delle pecore, e diserbanti selettivi per controllare le malerbe. Il grano prodotto veniva macinato in molini a pietra e le farine ricavate erano integrali e non riscaldate. Oggi invece vengono usati molini a martelli molto veloci e la farina viene riscaldata e separata da tutti i sui componenti, crusca, cruschello, farinaccio, tritello. Altra cosa importante da dire è che nei grani antichi non vi era il glutine.

Altro alimento importante della dieta mediterranea è la frutta, e anche qui vi dico che ci sono le differenze, i miei nonni usavano la frutta di stagione e nei periodi di abbondanza avevano imparato a conservare la frutta i vari modi, essiccandola al sole mettendola per terra sulla paglia, per avere la frutta quando la terra non ne produceva, ma comunque negli orti dei miei nonni c’era la frutta quasi sempre,  cominciamo da Gennaio arancio e mandarino, Aprile nespolo,  Maggio ciliegio e Gelso, Giugno pere s.Pietro e fico fiore, Luglio pere s.Giovanni e susino, Agosto pere spatone,  fico, Settembre giuggiolo, Ottobre Kaki, Novembre mela annurca, Dicembre arancio, castagno. Di questi frutti il fico veniva essiccato al sole e conservato per essere consumato nei mesi invernali e primaverili quando la frutta scarseggiava e così pure le mele annurca venivano conservate sulla paglia per essere conservate per quattro cinque mesi.

Per finire vi parlo dell’olio di oliva questo alimento tanto discusso che negli ultimi anni è stata trasformata la raccolta e la spremitura di questo frutto, e di conseguenza il suo sapore, come ho gia parlato in altri articoli l’olivo viene coltivato nell’areale del mediterraneo da più di tremila anni con medoti di estrazione dell’olio molto diversi da quelli in uso oggi, però il metodo in uso fino a venti anni fa è stato usato per circa 2000 anni prima, anche la raccolta veniva effettuata con metodi molto diversi rispetto ai nostri, io ricordo che trentacinque anni fa non esistevano le reti per la raccolta delle olive e queste venivano raccolte per terra, per facilitare la raccolta sotto le piante veniva tolta tutta l’erba e fatto una sorta di lastrico dove le olive cadute si potevano raccogliere con facilità, i frutti che cadevano erano giunti a maturazione completa e per accelerare la cascola si aiutava con le canne la cosidetta abbacchiatura,  vi lascio immagginare una persona in una giornata quante olive potesse raccogliere, e per raccimolare la macina che erano circa 250 kg si impiegavano anche due giorni e poi si portavano al frantoio dove certamente non venivano molite in giornata, perchè il sistema di estrazione era lento, pertanto l’olio che mangiavano i miei nonni non era certamente come l’olio di oggi, e vi pongo la domanda;

se i centenari non siamo noi perchè ci vogliono far credere di mangiare i prodotti che mangiava mio nonno?

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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2 Responses

  1. anna ha detto:

    Buonasera Daniele, lei scrive: “se i centenari non siamo noi perchè ci vogliono far credere di mangiare i prodotti che mangiava mio nonno?” Trovo interessante il suo articolo è condivido. Mi potrebbe chiarire meglio la frase che ha scritto e che le ha riportato?
    Grazie per il suo lavoro!
    Cordialmente
    Anna

    • Daniele ha detto:

      Salve,Anna la frase è stata scritta per farci riflettere, e su come ci fanno credere le cose a piacimento delle multinazionali, per vedere la differenza su un prodotto bisogna provare il prodotto, e poi giudicare.Per questo le persone che hanno cento anni oggi sono nate nel 1918 e sicuramente non hanno mangiato i cibi corrotti che abbiamo oggi.
      Saluti
      Daniele

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