Mirto comune o Mortella

Il mirto è un arbusto sempreverde, alto fino a 2 metri, munito di foglie opposte coriacee, larghe 8/10mm lunghe 20/25mm. I fiori sono bianchi, profumati, lungamente peduncolati, solitari o appaiati all’ascella delle foglie. I frutti sono formati da bacche elissoidali o subsferiche, larghe 5/10mm azzurro nerastre a maturità, coronate dai rubimenti del calice fiorale.E’ diffuso nelle zone più calde dell’area mediterranea; in Italia cresce nelle regioni centrali e meridionali, liguria e Isole.

mortella fiore

Mirto con fiore in Giugno

mortella in fiore

mirto in fioritura

Impieghi alimentari e officinali.

L’uso alimentare e le sue proprietà medicinali di questa pianta sono conosciute e apprezzate fin dall’antichità. Tutta la pianta (in particolare le foglie e i frutti) emana un profuno gradevole aromatico contiene numerose sostanze tra cui un olio essenziale ( una miscela di mirtolo, mirtenolo, nerolo, geraniolo, pinene, canfene, cariofillene, cineolo, limonene), sostanze tanniche, principio amaro, e resine. Il suo aroma leggermente resinoso, accompagna tradizionalmente l’arrosto di maiale, di agnello, e la cacciagione( le foglie non poste a diretto contatto con il cibo  oppure i rami vengono gettati sul fuoco destinato alla preparazione di arrosti). Nel Parco del Cilento i rametti giovani vengono usati per insaporire la mozzarella, la mortella in passato veniva usata come contenitore per trasportare la mozzarella, dalle masserie al mercato in quanto era l’unica pianta sempreverde che non lasciava cattivi sapori, e infatti oggi è rimasto questo prodotto tipico del Cilento.

mozzarella nella mortella

Mozzarella nella mortella

Mirto con frutto maturo

Mirto con frutto maturo

 

In passato i frutti seccati e macinati, venivano usati in cucina come spezia, in sostituzione del pepe. Molto popolare è il liquore di Mirto, ottenuta o per macerazione a freddo in alcool delle bacche mature con l’aggiunta di zucchero, negli scritti di Plinio viene menzionata una bevanda ottenuta lasciando macerare le bacche nel vino bianco, dolcificato con miele.

In erboristeria il mirto trova applicazione per le sue proprietà balsamiche, espettoranti, astringenti, antinfiammatorie, stomatiche, ipoglicemizzanti, diuretiche, toniche. Impiegato sotto forma di infusi, tinture e sciroppi è utile per contrastare varie patologie delle vie respiratorie ( influenza, raffreddore, tosse, sinusite, bronchite, ecc.) e uro genitali. Dalla distillazione delle foglie e dei fiori si ricava un antico rimedio ad uso cosmetico, chiamato “Acqua d’Angelo” o “Acqua Angelica”, dalle note proprietà astringenti e lenitive per la pelle

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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2 Responses

  1. Anna ha detto:

    La pianta del mirto si semina o si coltiva per talea grazie

    • Daniele ha detto:

      Il mirto va seminato, per talea è difficile la riproduzione c’e’ bisogno di temperature costanti e umidità elevate.

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