Barbabietola e bietola

Barbabietola

Parti utilizzate

La radice ingrossata, di forma generalmente tonda e colore rosso-violaceo.

Ambiente clima terreno

La barbabietola dà i migliori risultati sui terreni freschi, fertili e profondi, anche sabbiosi purchè non soffrano di mancanza d’acqua. Se il terreno è pesante occorre aggiungere della torba in autunno facendola penetrare mediante una forca. Il terreno per la semina deve essere concimato con concimi organici meglio se dati alla coltura precedente o in autunno. Mai concimare con letame prima della semina: le radici rischierebbero di ramificarsi! La barbabietola, che è originaria delle regioni litoranee del Mediterraneo, preferisce i climi temperati (con scarse variazioni di temperatura) e, come molti altri ortaggi, ama le zone aperte e soleggiate.

Coltivazione

La riproduzione avviene tramite seme che deve essere fresco. Perchè la germinazione sia più rapida e regolare è utile mettere il seme in acqua tiepida per alcune ore prima di interrarlo. La semina s’effettua da febbraio a luglio direttamente a dimora, a spaglio o meglio in solchetti distanti 25 cm. E’ opportuno porre 2 o 3 semi ogni 15-20 cm quindi coprire con poca terra e tenere costantemente bagnato. Quando le piantine saranno nate (dopo 7-12 giorni), occorre effettuare un dirado lasciando una sola pianta ogni 15-20 cm. Non conviene effettuare trapianti perchè la radice trapiantata rischia di ramificarsi. Durante lo sviluppo la barbabietola esige calore ed acqua in abbondanza. Se nella prima crescita è soggetta a temperature basse o a scarsità d’acqua, al momento del raccolto la radice presenterà zone concentriche chiare e colore roseo, anzichè rosso-violaceo. Finchè le piantine sono giovani si devono effettuare sarchiature frequenti, ma superficiali per non danneggiare le radici. Le erbacce devono essere eliminate per evitare che soffochino le piantine nei primi stadi di sviluppo, successivamente le piantine riescono loro stesse a soffocare le infestanti. Per limitare le erbacce è possibile effettuare una pacciamatura con torba, cortecce o composto grossolano. E’ importante che il terreno sia mantenuto fresco semza ristagni d’acqua. Dopo 60-80 giorni la pianta giunge a maturazione.

Raccolta e conservazione

Le barbabietole si raccolgono estirpando le radici mano a mano che sono sufficientemente grosse (circa 10 cm di diametro). L’appassimento delle foglie indica la maturazione della radice. Non conviene lasciare nel terreno le barbabietole più di tre mesi dalla semina perchè perdono il sapore e diventano legnose. Una barbabietola perfetta è dolce e tenera e non presenta strutture concentriche né spaccature e radici laterali. Dopo sver estirpato le piante, strappate le foglie, con una torsione (non troppo vicino alla radice perchè quest’ultima se viene danneggiata “sanguina”). Se volete conservare le varietà tardive per l’inverno, dopo aver strappato le foglie, lasciatele asciugare per un paio di giorni in modo da poterle pulire più facilmente. Poi stratificatele in casse con sabbia o torba e riponete il tutto in un locale fresco, ma protetto dal gelo. Le barbabieole si possono mangiare crude, se raccolte giovani, ma solitamente si consumano cotte. Lavatele molto bene ma con delicatezza per non farle “sanguinare”, poi fatele bollire in acqua salata per 1 o 2 ore oppure cuocetele a vapore su apposita griglia in pentola a pressione. I tempi sono leggermente superiori se invece le cuocete al forno (circa 160 gradi), dopo averle avvolte in un foglio di alluminio.

Avvicendamento e consociazione

La barbabietola può seguire se stessa o seguire ortaggi forti consumatori (che avevano quindi avuto una abbondante concimazione) quali i cavoli, le zucche, gli spinaci o i pomodori. La barbabietola sopporta bene la consociazione purchè sia ben distanziata. Fra le piante più adatte per le coltivazioni miste o adiacenti segnaliamo l’insalata, le cipolle, l’aglio, i cetrioli e i piselli.

Avversità

Le barbabietole sono attaccate da un gran numero di insetti e di crittogame che a volte possono arrecare gravi danni. Bisogna difendere la pianta sia dagli animali del terreno, che rovinano la parte commestibile, sia da quelli delle foglie che debilitano la pianta. All’inizio dello sviluppo la pianta è spesso colpita dalle altiche, piccoli Coleotteri che spiccano grandi salti e che bucherellano le foglie. Le piantine sono anche danneggiate dalle larve del Lepidottero nottuide (Scotia ipsilon). Queste si nutrono delle foglie praticando in esse piccole erosioni circolari. Conviene eliminarle in questa fase di sviluppo in cui sono visibili perchè vivono ammassate a gruppi sulle foglie. Quando saranno cresciute vivranno solitarie nel terreno per attaccare notte tempo le giovani piante di barbabietola al colletto, stroncandole completamente. Gli effetti dell’attacco sono più gravi quando le semine sono state effettuate in  ritardo. Le radici delle barbabitole sono attaccate anche da alcuni Coleotteri Curculionidi i quali, pur non volando, se presenti nel terreno, ospiti di piante selvatiche, possono grazie all’abbondanza del nutrimento svilupparsi enormemente e diventare estremamente dannosi. Ricordiamo tra questi il Cleono della Barbabietola (Temnorrhinus mendicus) ed il Punteruolo (Lixus junei) i cui adulti di notte escono dal terreno per divorare le foglie, mentre le larve scavano gallerie all’interno della radice. Nel caso di gravi attacchi si consiglia di raccogliere ed eliminare gli adulti e di sospendere la coltivazione per due anni consecutivi. Chi non volesse rinunciare alla coltivazione può fresare la terra in primavera obbligando gli adulti a venire in superficie per poi raccoglierli a mano. Durante la coltivazione se si osservano adulti sulle piantine è sempre bene eliminarli. Ricordiamo poi il maggiolino (Melolontha melolontha) che attacca tutte le radici dell’orto. Le sue larve biancastre a forma di “C” vivono ben 3 anni sottoterra e, specie nel terzo anno, possono provocare seri danni. E’ opportuno toglierle dal terreno durante la lavorazione. Elateridi (detti ferretti), grillotalpa e tipule, sono anch’essi insetti non specifici della barbabietola, ma spesso dannosi. Tra gli innumerevoli nemici della barbabietola ricordiamo ancora la mosca (Bibio hortulanus), le cui larve voraci possono danneggiare seriamente la radice. Avuta la certezza della loro presenza si consiglia di distruggere gli adulti (riconoscibili perchè volando tengono l’addome e le zampe penzoloni) che si radunano in gran numero a succhiare la melata degli afidi. Fra le malattie crittogamiche la più frequente è la cercospora. L’attacco ha inizio sulle foglie più vecchie, dove provoca zone decolorate che, in seguito, si scuriscono e seccano. Trattate con derivati rameici solo se la coltura è giovane.

Varietà

Due sono le principali varietà: a radice tonda e liscia, solitamente precoci da consumare in estate; e a radice lunga, tardive, più adatte per la conservazione. Ricordiamo poi che esistono anche, non coltivate negli orti ma in pieno campo, la barbabietola da zucchero (ricchissima di saccarosio) e quella da foraggio per l’alimentazione del bestiame, entrambe di grosse dimensioni.

Bietola da coste

bietola

Parti utilizzate le foglie: le foglie e il suo picciuolo chiamato costa.

La coltivazione è simile alla barbabietola.

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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