Cavolfiore

Parti utilizzate

L’infiorescenza, detta fiore o mappa, quando è ancora allo stadio di gemma.

Ambiente clima terreno

Dal punto di vista nutrizionale è un ortaggio piuttosto esigente. Richiede terreni ricchi di sostanza organica a pH neutro, freschi, profondi, preferibilmente ricchi di potassio. Sopporta bene i terreni pesanti. La concimazione dovrà essere effettuata preferibilmente nell’autunno precedente. Per avere un buon prodotto è importante che la temperatura non scenda sotto lo zero in quanto non sopporta i climi freddi.

Coltivazione

La riproduzione avviene in semenzaio. Il seme anche se non freschissimo ha buona germinabilità, anzi è preferibile utilizzare semi di due anni. L’epoca della semina varia in funzione della varietà, del clima e della raccolta. Solitamente si semina in maggio-giugno per raccogliere in autunno-inverno. Le varietà a maturazione primavera-estate coltivabili solo in serra o in climi caldi vanno seminate in settembre-ottobre. E’ necessario mantenere il terreno del semenzaio sempre umido (specie se la stagione è siccitosa). Quando le piantine sono nate troppo fitte conviene diradarle lasciando circa 6 cm tra l’una e l’altra. Dopo 40-60 giorni dalla semina, quando le piante hanno 5-6 foglie (solitamente verso luglio se abbiamo seminato in maggio), vanno trapiantate. E’ questa per il cavolfiore un’operazione particolarmente delicata che può essere la causa della mancata formazione del fiore. E’ preferibile compiere il trapianto nel tardo pomeriggio o in giornate non troppo assolate, prelevando le piantine del semenzaio con più terra possibile. Sistematele a dimora interrandole quanto erano profonde nel semenzaio. Comprimete coi piedi bene la terra intorno alle radici e poi bagnate intorno alle radici e poi bagnate delicatamente e abbondantemente. Se il clima è caldo coprite le piantine con fogli di giornale o frasche affinchè non appassiscano. Trapiantate solo le piantine ben formate e con gemma apicale presente. Ponete le piantine su file disponendole circa 70 cm l’una dall’altra. Durante lo sviluppo sono necessarie alcune sarchiature e regolari irrigazioni. Quando le teste cominciano a formarsi è bene coprirle con una foglia affinchè restino bianche.

Raccolta e conservazione

Per le semine di maggio la raccolta avviene in ottobre, per quelle più tardive in inverno. Le varietà seminate in autunno si raccolgono in primavera. Quando l’infiorescenza è formata (ben compatta), indipendentemente dalla dimensione che ha raggiunto, va raccolta senza attendere che si apra. L’infiorescenza va tagliata alla base del torsolo per l’uso immediato o per la conservazione in frigorifero. Nel caso abbiate molti cavolfiori pronti contemporaneamente e temiate gelate, sradicate le piante e appendetele a testa in giù in un luogo fresco. Una volta cotto si conserva ottimamente in congelatore o sottaceto.

Avvicendamento e consociazione

Il cavolfiore è un forte consumatore, preferisce un terreno arricchito nell’autunno precedente con concimazione organica. Segue volentieri la coltivazione delle leguminose e può precedere deboli o medi consumatori. Può venire consociato con insalate, finocchi, spinaci, sedani, ravanelli, porri, bietole, fagioli ecc. Si sconsiglia invece la consociazione con aglio o cipolle.

Avversità

I cavolfiori sono facilmente soggetti a malattie: fra queste riportiamo le principali. La più temibile è l’ernia (Plasmodiophora brassicae): se colpisce, infatti, è molto difficile da sconfiggere in quanto le spore resistono parecchi anni nel terreno. Provoca rachitismo e ingiallimento delle foglie: le radici, se estratte, presentano degli ingrossamenti anormali. Fra i parassiti animali ricordiamo:

1. La cavolaia, le cui larve rodono le foglie imbrattandole con abbondanti deiezioni scure.

2. La mosca delle radici che scava all’altezza del colletto.

3. L’afide ceroso che vive in colonie sulla pagina inferiore delle foglie provocando ingiallimento e deperimento.

Varietà

Le varietà si possono dividere in tre gruppi a seconda della maturazione: precoci (per la maturazione autunnale: ottobre-novembre), medi (per la produzione invernale: dicembre-marzo), tardivi (per la raccolta primaverile: aprile-maggio). Esistono poi le già citate (poco diffuse) varietà a raccolto estivo. All’interno di questa suddivisione esistono moltissime cultivar che si differenziano per altri caratteri: colorazione (per lo più bianca o gialla ma anche bruna-violetto), dimensioni, resistenza al freddo, al caldo, con foglie coprenti la testa o aperte.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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