Cavolo

Parti utilizzate

Le foglie.

Ambiente clima terreno

E’ un ortaggio piuttosto esigente. Richiede terreni ricchi di sostanza organica che dovrà essere fornita nell’autunno precedente sotto forma di composto o letame maturo. Poichè predilige i terreni azotati è bene coltivarlo dopo le leguminose. Resiste bene ai climi freddi ed alla siccità, ma per una buona produzione è bene irrigare.

Coltivazione

La coltivazione inizia dalla semina che solitamente va fatta in semenzaio. Potete eventualmente utilizzare anche le bustine di seme avanzando dall’anno precedente, dato che il seme del cavolo mantiene una buona germinabilità anche se non è freschissimo. L’epoca della semina varia in funzione della raccolta. Bisogna quindi scegliere la varietà in base al periodo della semina. Per raccogliere in primavera bisogna seminare in settembre. Per raccogliere in estate bisogna seminare in letto caldo in inverno. Per raccogliere in autunno bisogna seminare in marzo-aprile. Per raccogliere in inverno bisogna seminare in maggio-giugno. La semina normalmente viene effettuata da marzo a giugno in semenzaio ed il trapianto avverrà dopo 40-50 giorni. Il trapianto va eseguito preferibilmente nel tardo pomeriggio, in modo che intercorrano alcune ore prima che la pianta venga colpita dai raggi del sole. Se il luogo del trapianto è assolato ed il clima è caldo, anche se il cavolo ben sopporta il trapianto, eliminate qualche foglia basale (per ridurre la traspirazione) e copritelo con un foglio di giornale e con qualche foglia. Estraete le piantine dal semenzaio a piccoli gruppi o col maggior pane di terra possibile. Ponete ogni piantina in una singola buca. Distanziate le file di 50-60 cm e ponete le piante a circa 50 cm di distanza tra loro. Interrate profondamente le piantine lasciando emergere solo il fusto fogliato. Dopo il trapianto pressate coi piedi il terreno intorno alle piante, poi bagnate. Nel primo periodo sono necessarie alcune sarchiature affinchè le erbe non soffochino i cavoli. Non lasciate mai che il terreno asciughi troppo.

Raccolta e conservazione

L’epoca di raccolta è, specialmente per il cavolo cappuccio, una conseguenza della semina. Nella semina primaverile è importante non anticipare, nè ritardare in quanto nel primo caso le teste si formeranno troppo presto, mentre nel secondo caso non si formeranno a sufficienza. La raccolta dei cavoli va eseguita quando le teste sono compatte, le verze sono migliori se raccolte dopo una leggera gelata. Il cavolo si conserva bene e a lungo sia in frigorifero, sia in cantina appeso per il torsolo a testa in giù. Le verze possono restare a lungo nel terreno senza alcun danno, anche se vengono coperte dalla neve. Si possono raccogliere quindi durante tutto l’inverno secondo le esigenze di consumo. In primavera per evitare che montino a seme si incide il gambo sotto la testa fino circa a metà. Si possono anche conservare già cotte surgelate.

Avvicendamento e consociazione

Il cavolo è un forte consumatore, deve quindi essere avvicendato con deboli consumatori (leguminose, carote, aglio, insalata ecc.); può essere consociato con pomodori, piselli, spinaci, sedani, ravanelli, porri, insalate e coste e con tutte le piante aromatiche. Si consiglia la consociazione con aglio o cipolle.

Avversità

I cavoli sono facilmente soggetti a malattie. La più temibile è l’ernia (Plasmodiophora brassicae): se colpisce, infatti, è molto difficile da sconfiggere in quanto le spore resistono parecchi anni nel terreno. Provoca ingiallimento delle foglie e rachitismo e le radici, se estratte, presentano degli ingrossamenti anormali.

Fra i parassiti animali ricordiamo:

1. La cavolaia, le cui larve rodono le foglie imbrattandole con abbondanti deiezioni scure.

2. La mosca delle radici che scava all’altezza del colletto.

3. L’afide ceroso che vive in colonie sulla pagina inferiore delle foglie provocando ingiallimento e deperimento.

Varietà

Oltre alle diverse cultivar di cavolo cappuccio ideali per ogni stagione, esistono molte altre varietà estremamente diffuse verdi o rosse. Queste ultime hanno dimensioni leggermente più piccole per cui possono essere sistemate un pò meno distanti. Sono estremamente rustiche, di facile coltivazione e sopportano magnificamente il freddo. Simile al cappuccio per tecnica di coltivazione, ma con foglie bollose, è il cavolo verza che sopporta bene anche terreni pesanti e poco soleggiati. Ottimo per l’inverno, in quanto tollera bene neve e galate, è di conseguenza coltivato preferibilmente nel nord Italia. Esistono poi le varietà ornamentali (a foglia riccia o liscia). Queste si seminano da maggio a luglio e si trapianano dopo circa un mese ponendole 50 cm di distanza. Le foglie centrali gialle o rosse contornate da quelle esterne verdi creano una nota di colore che dura tutto l’inverno.

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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