Cocomero e Anguria

Parti utilizzate

I frutti.

Ambiente clima terreno

Questa pianta, originaria dell’Asia e dell’Africa, richiede clima caldo ed esposizione soleggiata. La sua coltura è antichissima. Nell’antico Egitto, veniva coltivata lungo le rive del Nilo. Necessita di un terreno sabbioso, profondo e ben drenato per evitare i ristagni d’acqua.

Coltivazione

Coltivate questa pianta soltanto se avete molto spazio a disposizione, perchè i suoi fusti striscianti si espandono notevolmente. Altra condizione indispensabile è un clima che possa garantire almeno quattro mesi di caldo. Seminate direttamente a dimora in aprile-maggio, quando non c’è più pericolo di gelate , se volete anticipare la semina, seminate in vasetti di plastica o torba (1 o 2 semi per vaso), che manterrete in serra, in caso o in un altro luogo protetto. Trapiantate all’aperto solo quando le temperature saranno diventate miti. Le piantine andranno sistemate in un terreno precedentemente lavorato e concimato, ad una distanza di circa 130-150 cm tra loro. Irrigate abbondantemente ed eliminate le erbe infestanti nel primo periodo di sviluppo delle piante. Per evitare frutti di piccole dimensioni, cimate i germogli secondari, in modo tale da lasciare su ogni pianta solo 2 o 3 getti principali che andranno a loro volta cimati dopo il frutto. Sospendete le irrigazioni nel periodo precedente alla raccolta.

Raccolta e conservazione

A seconda delle zone la maturazione inizia in giugno-luglio e prosegue fino a settembre, ma con l’avanzamento della stagione i frutti diventano di qualità più scadente. Per stabilire il momento migliore per la raccolta occorrerà osservare il caratteristico disseccamento del picciolo e saper riconoscere il suono sordo che si avverte battendo il frutto con le nocche delle dita. I frutti vanno conservati in un luogo fresco e, se già tagliati, in frigorifero proteggendo il taglio con un foglio di allumicio perchè non si disidrati.

Avvicendamento e consociazione

Non è possibile consociare la coltivazione dell’anguria con quella di altri ortaggi, dato il suo enorme sviluppo. Nella rotazione colturale può seguire una coltura come la patata o il cavolo perchè si avvantaggia delle concimazioni residue.

Avversità

Le malattie più pericolose sono quelle di origine fungina, e tra queste la peggiore è il mal bianco (o oidio), che si manifesta coprendo foglie e steli di una patina biancastra. E’ favorita dalle stagioni troppo umide e, se colpisce le piante all’inizio dello sviluppo, si può combattere con prodotti a base di zolfo.

Varietà

Vengono distinte in base al colore della polpa, che può variare dal rosso vivo al bianco-giallastro, dalla dimensione e dalla forma dei frutti (rotonda o ovale), e dal colore della buccia (verde più o meno scuro, con o senza striature). Inoltre, a seconda della durata del ciclo produttivo, vengono suddivise in normali o precoci. Queste ultime varietà (dette anche “cinquantine”) sono adatte al Sud perchè danno un raccolto anticipato, oppure nelle regioni settentrionali perchè si possono coltivare anche in un breve periodo caldo.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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