Fava

Parti utilizzate

– L’intero legume quando è giovane e tenero.

– I semi quando il baccello indurisce.

fave

fave fresche

Ambiente clima terreno

Questa pianta, le cui origini sono antichissime, probabilmente è originaria del Medio Oriente. Infatti è la più rustica tra le varie leguminose. Sopporta anche temperature molto fredde (tavolta qualche grado sotto zero), climi aridi e terreni argillosi, ma è poco resistente alla salsedine. Preferisce i terreni profondi freschi, meglio se argilloso-calcarei che sabbiosi (questi ultimi sono ben sopportati se seminate in autunno). Come tutte le leguminose ama il terreno ricco di humus, ma non letame fresco o concimazioni azotate.

Coltivazione

La coltivazione inizia dalla semina che va effettuata in piena terra in novembre dove non si verificano forti gelate o in primavera verso febbraio-marzo (fine marzo nell’Italia settentrionale). Si semina in file distanti 60 cm o su 2 file binate distanti 25 cm separate a loro volta dalle altre di circa 60 cm. Si può ricorrere alla pregerminazione, tenendo i semi in acqua per 24 ore. I semi andranno messi a due a due in fori distanti circa 20 cm e profondi 5. Se nasceranno troppo fitti eliminate le piantine più deboli. Nelle semine autunnali rincalzate prima del freddo, in quelle primaverili quando la pianta ha formato 4-5 foglie. Se l’orto è in posizione ventosa è bene sostenere le piante sistemando canne o bastoni lungo la fila e legare l’intero filare (se questo è doppio la fatica è dimezzata) con un paio di giri di corda. Le fave crescono circa 60-70 cm. Per tenere sotto controllo le erbe infestanti ed arieggiare il terreno eseguite delle sarchiature, durante i periodi di siccità irrigate abbondantemente. Utile, specie nelle zone a clima umido, la cimatura degli apici vegetativi (quando i primi baccelli sono lunghi circa 7 centimetri) per scoraggiare l’afide della fava e favorire lo sviluppo dei baccelli.

fava fiori

pianta di fava in fioritura

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Raccolta e conservazione

I baccelli si possono raccogliere verdi, semimaturi, favorendo così la produzione di nuovi frutti e rendendo più produttiva la pianta. Nelle zone calde le varietà precoci possono raccogliersi già ad aprile, ma il raccolto, solitamente, si verifica dopo maggio. I semi teneri possono essere consumati subito, quelli più grossi devono essere essiccati o surgelati. Le fave da conservarsi secche si ottengono tagliando la pianta quando i legumi sono quasi maturi ed essiccandoli in un luogo asciutto e ventilato.

Avvicendamento e consociazione

Si consiglia di non fare precedere o seguire sullo stesso terreno colture di altre leguminose. Le fave possono essere consociate con molte verdure quali lattughe, rape, rapanelli ecc.

Consigli ed uso

Quando sono molto piccole e giovani si possono mangiare con il baccello o, anche se sgranate, crude. Più avanti nella maturazione di consumano sgranate e cotte. Più avanti ancora bisogna sbucciare ogni singolo seme.

Avversità

Fra gli insetti ricordiamo il tonchio che si combatte, come già indicato per il fagiolo, ponendo il seme raccolto in congelatore o in forno (50-60 gradi) e gli afidi (specialmente Aphis fabae). Questi ultimi aggrediscono di preferenza gli apici per cui si può rallentare il loro sviluppo cimando e distruggendo gli apici colpiti o trattando con prodotti a base di piretro. Per ritardare lo sviluppo degli afidi si consiglia di eliminare le piante erbacee quali chenopodio e romice che costituiscono la fonte delle prime infestazioni. Tra le malattie crittogamiche ricordiamo la peronospora che provoca decolorazione sulle foglie ed il conseguente avvizzimento. In caso di gravi attacchi si può intervenire con la poltiglia bordolese.

Varietà

Si differenziano soprattutto per il periodo di semina e conseguentemente di raccolta, per l’altezza della pianta e la lunghezza dei baccelli e per la colorazione dei semi verdi, bianchi o viola.

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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