Grano

grano

Campo di grano pronto per la mietitura

Grano

Il grano o frumento, arcaicamente anche tritico (con questi nomi si indica sia la pianta sia le cariossidi di tale pianta), è un genere della famiglia graminacee. È un cereale di antica coltura, l’area localizzata è tra il Mar Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Caspio, meglio conosciuta come Mezzaluna Fertile. Quest’area può essere considerata la culla delle graminacee attuali.

Ne esistono 5 specie principali:

    • Grano tenero Triticum aestivum;
    • Grano duro Triticum durum;
    • Spelta Triticum spelta o farro medio;
    • Farro piccolo Triticum monococcum;
    • Farro medio Triticum dicoccum

Il termine “grano” deriva dal latino granum (cfr. tra l’irlandese gràn e l’albanese gruni, e tra il gotico kaurna, l’alto-tedesco antico corn e l’inglese corn), dalla radice indoeuropea gar– (cfr. il sanscrito g’arati) dal significato di “triturare”, “fregare”, “scorticare” da cui il greco anticogŷr-is (γῦρις), “fior di farina” (lett. “il cereale da macinarsi”). È anche possibile che “grano” derivi dalla radice ghar– (“spargere”) e che quindi il sanscrito g’arati significhi “la cosa che si sparge, si dissemina”

Il grano duro e il grano tenero sono utilizzati per l’alimentazione umana. Dal grano duro si producono semole e semolati dai granuli grossi con spigoli netti, mentre dal grano tenero si ottengono farine dai granuli sottili e tondeggianti.

Le farine di frumento, in generale, sono utilizzate per la panificazione, per la produzione di paste alimentari fresche o sottovuoto, di biscotti, di dolci, e altri prodotti da forno. Con le semole, ricavate dal grano duro, si producono pasta alimentare secca, alcuni tipi di pane, soprattutto nel sud Italia , e prodotti da forno essiccati a lunga conservazione.

La legislazione italiana (Legge n. 580 del 1967) prevede che la pasta secca debba essere fabbricata solo ed esclusivamente con semola di grano duro. Qualsiasi aggiunta, anche se parziale, di grano tenero costituisce una frode. Non così però in altri Paesi in cui è possibile utilizzare la farina di grano tenero anche per la pasta.

Dalle cariossidi si ricavano anche amido e, previa fermentazione, alcol.

I principali componenti della farina sono l’amido e il glutine ed inoltre destrina, zuccheri, gomme, piccole quantità di sostanze grasse, sostanze minerali, fosfati, sostanze coloranti e vitamine.

Con le moderne tecniche di macinazione, realizzate per laminazione, dalla cariosside del frumento si separano come sotto prodotti: il germe, da cui si può ricavare un olio (detto olio di frumento) di colore giallo-bruno, soggetto ad irrancidirsi facilmente ed impiegato soprattutto nella produzione dei saponi; la crusca, adatta all’alimentazione zootecnica o come integratore alimentare per le diete.

Come prodotto di scarto, dalla coltivazione del grano deriva anche la paglia, impiegata per le lettiere dei bovini nelle stalle e per la fabbricazione della carta.

fieno

fieno di grano imballato

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

You may also like...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>