Indivia

Parti utilizzate

Le foglie.

Ambiente clima terreno

Questa pianta, spontanea in tutte le regioni mediterranee, cresce bene in un terreno ricco di sostanza organica, leggero e ben drenato.

Coltivazione

La coltivazione dell’indivia si può fare tutto l’anno e, calcolando che impiega circa 3-4 mesi dalla semina alla raccolta, facendo delle semine scalari e scegliendo le varietà giuste, potrete avere insalata a disposizione in tutte le stagioni. La semina si può effettuare direttamente a dimora in maggio per raccogliere ad agosto, oppure si può seminare in luglio-agosto per avere la produzione in autunno-inverno. Per anticipare la raccolta invece conviene effettuare la semina già in febbraio-marzo su letto caldo per trapiantare poi all’aperto appena le temperature lo consentono, e raccogliere in maggio. Seminate a spaglio o a file e, quando le piantine avranno 4 o 5 foglie, diradatele di circa 25 cm sulla fila e 30-40 cm tra le file. Le cure colturali consistono nelle annaffiature e nelle sarchiature periodiche per eliminare le erbe infestanti. Quando le piante hanno formato un bel cespo compatto, potete sottoporle ad un periodo di imbianchimento, che ha lo scopo di rendere le foglie più tenere e meno amare. Il metodo più semplice consiste nel legare le foglie con uno spago sottile, senza stringere troppo. Fate anche attenzione che le foglie non siano bagnate, perchè in tal caso potrebbero marcire. Poi coprite le piante con un vaso capovolto e tappato in modo tale che rimangano al buio. Le indivie saranno pronte, ben imbianchit, dopo circa 10-15 giorni se fate questa operazione all’inizio dell’autunno; impiegheranno invece anche più di 20 giorni se le temperature sono più basse (fine autunno-inizio inverno).

Raccolta e conservazione

Le indivie si raccolgono tagliando la radice poco sotto il colletto, quando i cespi sono ben formati ed eventualmente imbianchiti. L’indivia si consuma appena raccolta e, se ben asciutta, si può conservare per un breve periodo in frigorifero.

Avvicendamento e consociazione

Le indivie si consociano con molti ortaggi che hanno crescita più lenta (finocchi, porri, cavoli ecc.), con le erbe aromatiche annuali o con altre insalate. Nella rotazione colturale solitamente non segue se stessa, ma può seguire tutte le altre colture.

Avversità

Tra i parassiti animali, gli afidi e le lumache sono quelli che possono provocare più danni, specialmente alle piantine nei primi stadi di sviluppo. Tra le malattie vegetali le più gravi sono quelle di origine batterica che provocano marciume delle foglie e del colletto, e sono favorite dagli eccessi di umidità e dalle semine troppo fitte.

Varietà

Le indivie si dividono essenzialmente in due gruppi: le indivie ricce e le scarole. Le prime hanno, come dice il nome, foglie arricciate e sono più adatte alle coltivazioni primaverili-estive perchè temono il freddo. Le scarole invece, a foglia in genere più liscia, sono quelle più indicate per le semine tardive (luglio-agosto) in quanto resistono bene anche alle basse temperature. Inoltre, seminando l’insalata scarola troppo in anticipo, si può correre il rischio che la pianta, invece di formare il cespo, vada in fioritura.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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