Vite, coltivazione integrata.

La vite viene coltivata dall’uomo da millenni, viene coltivata per estrarre il succo dai suoi frutti, i quali, fermentati si trasformano in vino, bevanda alcolica tipicamente utilizzata durante le festività. Pensate nella mitologia greca Ulisse lo usò per stordire Polifemo. Da allora la coltivazione della vite ha raggiunto livelli importanti e tra le specie vegetali più coltivare sul pianeta terra. In tutti questi anni ne sono state selezionate centinaia,  sia da vino che da tavola. Dopo la scoperta dell’America , in Europa si sviluppo un’infezione causata da un afide la Fillossera, la quale

fillossera grave

Calle di fillossera su foglia di vite

fillossera foto

Fillosera ingrandita nella calla

distrusse intere piantagioni in tutt’Europa. L’unico rimedio per fermare l’infezione  era l’innesto con la vite Americana,  da allora sono stati creati decine di porta innesti per ogni tipo di terreno. La vite purtroppo è una pianta che è soggetta a molti patogeni tra cui: Peronospora, Oidio, Muffa grigia, Mal dell’esca, Fillossera, Tignola, Tripidi, Cicaline, Euriofidi. Tutti questi patogeni vanno combattuti preventivamente, perchè nel caso in cui la pianta subisce un attacco, l’uva subisce danni irreparabili e pertanto vanno seguiti calendari precisi per la coltivazione .

Altro patogeno che colpisce la vite è la cocciniglia , se non diagnosticato in tempo provoca danni ingenti alla produzione in quanto colpisce il grappolo internamente, provocando marciumi. Per combatterlo usare olio di soia in miscela con bauveria bassiana oppure olio minerale in miscela con insetticida specifico

uva con cocciniglia

uva con cocciniglie cotonose

Coltivazione della vite integrata

Anticamente non avevano tutti i prodotti che abbiamo oggi ma riuscivano comunque a effettuare i raccolti e produrre il vino. Vi siete mai chiesti come facevano?

Le soluzioni ci sono, basta imitare i sistemi di coltivazione di 3000 anni fa. Per fare ciò dobbiamo eliminare tutti i prodotti che abbiamo oggi, così da poter capire come facevano in antichità!

Ecco alcuni esempi:

1) non avevano i mezzi meccanici per la zappatura

2)non avevano i concimi chimici

3)non avevano i legacci in plastica

4) non avevano gli atomizzatori

5) in alcune zone nemmeno l’acqua per fare i trattamenti ( esempio il sud Italia)

6) non avevano i prodotti sistemici.

Cominciamo ad analizzare le loro carenze e vedere i benefici :

Non avendo i mezzi meccanici l’unico metodo di  pulitura e zappatura del terreno era quello manuale. Questo veniva fatto solo attorno alle piante ad una distanza da esse di 50/60 cm nel mese di  Ottobre, quando il terreno era più morbido e venivano interrate le leguminose, tipo: fave, ceci, lupini o vecce. Il resto del filare veniva solo mietuto e veniva utilizzato per il pascolo delle pecore. Una seconda zappatura veniva fatta, sempre manualmente per interrare in sovescio a Marzo. Dopo di che la vigna rimaneva con l’erba. L’inerbimento evitava la perdita dell’acqua e nelle notti umide assorbiva l’umidità evitando il formarsi di funghi dannosi e permettendo così la formazione della microflora batterica nel terreno.

I concimi erano sostituiti dal sovescio il quale dava azoto, le ceneri per il fosforo e il letame per la sostanza organica.

La legatura veniva fatta con la carice o la ginestra, due piante spontanee e biodegradabili.

I trattamenti venivano fatti solo in polvere con lo zolfo.

Solo nei primi dell’800 dopo la scoperta casuale della poltiglia bordolese, si cominciò ad utilizzare il rame. Nel dopo guerra si cominciarono ad usare le prime pompe nebulizzatori per i trattamenti rameici.

Nel sud Italia  la mancanza di acqua nei periodi estivi non consentiva l’applicazione di trattamenti in acqua, quindi venivano miscelate poltiglia bordolese e zolfo, in questo modo i  funghi venivano combattuti in maniera eccellente.

Anche in assenza di prodotti sistemici  e insetticidi le malattie fungine venivano combattute. Lo stesso zolfo teneva lontani tignole e tignolette.

Oggi col metodo integrato possiamo usare i sistemi antichi con la conoscenza moderna.

Usiamo l’inerbimento con prati stabili , concimiamo con prodotti biologici specifici, trattiamo con prodotti in polvere con solforatrici a massima efficienza e usiamo trappole a feromone per combattere tignole e tignolette.

Calendario dei trattamenti della vite clicca qui

uva attaccata da botrite

uva attaccata da botrite

vigna

filari di viti a spalliera

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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2 Responses

  1. ERCOLE ha detto:

    Vorrei che mi mandate un elenco di prodotti per la difesa della vite,importante zolfo e solfato di rame in confezioni da 25kg e 50kg.

    • Daniele ha detto:

      Salve Ercole, prodotti per la difesa della vite a base di zolfo e rame si trovano in commercio già pronti e vanno utilizzati in polvere con apposite solforatrici sia manuali che elettriche. Secondo un mio parere usati in prevenzione funzionano molto meglio dei prodotti bagnabili e sistemici.

      Importante seguire il sistema di “coltivazione integrata” per la vigna che descrivo nell’articolo.

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