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Potare i lamponi in autunno: ecco quali rami tagliare

di Redazione Coltiva Facile· 06/09/2026 05:30
Potare i lamponi in autunno: ecco quali rami tagliare

Sei davanti alla pianta di lampone e non sai da dove cominciare. I rami sono tanti, alcuni secchi, altri ancora verdi e pieni di foglie. Forse hai già raccolto gli ultimi frutti, forse ne sono rimasti qualcuno attaccato. L'autunno è il momento giusto per mettere mano alla forbice — ma solo se sai cosa stai tagliando. Perché un lampone non è tutto uguale: ogni ramo ha una storia di uno o due anni, e quella storia decide se tenerlo o eliminarlo.

La risposta concreta, subito: devi eliminare tutti i rami che hanno già fruttificato quest'anno. Si riconoscono perché sono legnosi, di colore bruno o grigio, spesso con le tracce dei piccioli dei frutti lungo i lati. Quei rami non produrranno più nulla: hanno fatto il loro ciclo. I rami da tenere, invece, sono quelli nati quest'anno dalla base — più chiari, flessibili, senza frutti passati. Saranno loro a portare il raccolto il prossimo giugno.

Come si distingue un ramo vecchio da uno nuovo?

È la domanda che si fanno tutti la prima volta, ed è giusto farsela. I lamponi crescono su fusti biennali: il primo anno il ramo cresce senza produrre frutti (si chiama primocane), il secondo anno fiorisce e fruttifica (floricane), poi muore. Quindi, ogni autunno convivono sulla stessa pianta due generazioni di rami.

I rami vecchi — quelli da tagliare — si presentano con la corteccia screpolata o grigio-brunastra, spesso con piccoli aculei che si staccano facilmente. Se li pieghi, oppongono resistenza ma tendono a spezzarsi. Guardando bene la base vedrai i monconi dei gambi dei frutti, piccoli uncini secchi disposti lungo tutta la lunghezza.

I rami nuovi, invece, hanno una corteccia più liscia e di colore tendente al verde o al rosso-vinoso. Sono flessibili, e alla base sono partiti direttamente dal suolo o dal ceppo principale. Questi vanno tenuti, selezionati e — se sono troppi — sfoltiti lasciando i più robusti e ben posizionati.

Quanti rami nuovi lasciare per pianta?

Qui molti sbagliano per eccesso di generosità: lasciano tutto quello che c'è, pensando che più rami significhino più frutti. Non funziona così. Una pianta di lampone affollata produce frutti piccoli, si ammala più facilmente e non arieggia bene. La tradizione contadina di "sfoltire senza pietà" ha una base solida: la pianta concentra le energie sui pochi rami rimasti, e il risultato si vede nel piatto.

Un numero orientativo da tenere in testa: tra cinque e otto rami nuovi per cespuglio sono generalmente sufficienti per un buon raccolto. Tieni quelli più dritti, più distanziati tra loro e con la base più robusta. Elimina i rami sottili, quelli che crescono verso l'interno del cespuglio o che si incrociano con altri.

Si pota solo in autunno o si può aspettare la primavera?

Dipende da dove vivi e da che tipo di lampone hai. Per i lamponi cosiddetti uniferi — quelli che fruttificano una volta sola, a giugno-luglio — la potatura autunnale è la più indicata: elimini subito i rami esausti e dai spazio ai nuovi prima dell'inverno. La pianta entra nel freddo già ordinata.

Per i lamponi rifiorenti (o biferi), che producono una seconda ondata di frutti in settembre-ottobre sui rami nati quell'anno stesso, il discorso cambia. In questo caso, in autunno conviene aspettare che abbiano terminato del tutto la produzione — anche fine ottobre o inizio novembre in zone miti — e poi intervenire. Taglia la parte terminale del ramo che ha fruttificato in autunno (la porzione alta), ma lascia la parte bassa: quella produrrà ancora frutti a giugno dell'anno seguente.

Se non sei sicuro di che varietà hai, osserva: se ha prodotto frutti a settembre-ottobre direttamente sui rami nati quell'anno, è quasi certamente rifiorente. Se ha prodotto solo a giugno su rami dell'anno precedente, è unifero.

Come si taglia e con cosa?

Le forbici da potatura sono lo strumento giusto: non servono seghe o attrezzi pesanti. Prima di usarle, puliscile bene — basta un panno con un po' di alcol o con un prodotto disinfettante. I funghi che colpiscono i lamponi si trasmettono facilmente attraverso i tagli, e una lama sporca è una porta aperta.

Il taglio va fatto il più vicino possibile alla base, senza lasciare monconi di ramo che marciscono e diventano focolai di malattie. Per i rami nuovi da sfoltire, stesso principio: taglia basso, pulito, netto. Se il ramo è particolarmente grosso e legnoso, tienilo fermo con l'altra mano per evitare di lacerare la corteccia dei rami vicini.

Il materiale tagliato — e questo molti lo trascurano — va portato fuori dall'orto. Non lasciarlo ai piedi della pianta come pacciamatura: i rami di lampone esausti possono ospitare spore fungine e larve di insetti che svernano tra i tessuti secchi. Buttalo via o brucialo se hai la possibilità.

Dopo la potatura c'è qualcos'altro da fare?

L'autunno è anche il momento giusto per dare una mano al terreno intorno alla base delle piante. Un leggero strato di compost maturo o di stallatico pellettato posizionato attorno al cespuglio — senza coprire il colletto della pianta — fornirà nutrimento lento durante i mesi invernali. La pianta lo assorbirà gradualmente non appena le temperature si alzeranno in primavera, quando ne ha più bisogno per partire forte.

Se hai un tutore o un filo di sostegno, controlla che i rami nuovi selezionati siano ben legati e orientati: un ramo che parte storto in autunno in primavera sarà già difficile da correggere. Meglio perdere cinque minuti adesso.


Posso potare i lamponi anche a novembre inoltrato?

Sì, se il terreno non è ancora gelato e le piante sono in riposo vegetativo. Evita di operare con il gelo attivo: i tessuti sono più fragili e si lacerano facilmente.

Ho lasciato i rami vecchi l'anno scorso: che succede?

Se i rami esausti sono rimasti, probabilmente hai avuto una produzione irregolare o scarsa. Intervieni ora eliminando tutto il vecchio — anche quello dell'anno scorso — e seleziona solo i rami nuovi sani.

I rami nuovi devono essere legati subito dopo la potatura?

Non è urgentissimo in autunno, ma è una buona abitudine. Legarli prima dell'inverno evita che il vento li sfreghi tra loro o li pieghi in modo permanente sotto il peso di pioggia e neve.

Redazione Coltiva Facile

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