Quando piantare l'aster: ecco cosa devi sapere

Per piantare gli aster non basta guardare il mese sul calendario. Il periodo migliore dipende dalla specie, dalla zona climatica e soprattutto dal tempo che resta alla pianta per radicare prima di un caldo intenso o di una gelata importante. Per molti aster perenni coltivati in giardino, la primavera è una scelta sicura; nelle aree dal clima mite anche l'inizio dell'autunno può offrire condizioni favorevoli. A ottobre, quindi, si può ancora intervenire in certe zone, ma non ovunque e non allo stesso modo.
Gli aster non sono tutti uguali
Il nome aster comprende nell'uso comune molte perenni a fioritura autunnale, tra cui piante oggi classificate anche nei generi Symphyotrichum ed Eurybia. I cosiddetti settembrini possono essere coltivati per bordure, aiuole e vasi, ma altezza, rusticità e periodo di fioritura cambiano secondo il tipo. Prima di decidere quando piantare, leggi l'etichetta: non è corretto trattare tutte le varietà come se avessero identiche esigenze.
Piantare in primavera: quando è la soluzione più prudente
In regioni con inverni rigidi, mettere a dimora dopo il periodo delle gelate più intense permette alle radici di svilupparsi durante la stagione favorevole. La pianta affronta così il primo inverno con un apparato radicale più consolidato. La primavera è utile anche quando il terreno in autunno è già molto umido e poco lavorabile. Evita però il trapianto in giornate di caldo anomalo senza possibilità di irrigazione regolare.
Piantare in autunno: quando può funzionare bene
L'autunno può essere adatto dove il terreno conserva ancora un po' di calore e i primi geli intensi sono lontani. L'aria più fresca riduce lo stress da evaporazione e, se il drenaggio è buono, le radici possono insediarsi. Una pianta con zolla integra acquistata in vivaio, però, non è uguale a una divisione radicale debole: più il materiale di partenza è stressato, più serve cautela.
Ottobre è sempre un buon mese?
No. In una località costiera dal clima mite, ottobre può offrire ancora settimane utili per l'attecchimento. In montagna o nelle zone con gelate precoci, piantare tardissimo potrebbe lasciare troppo poco tempo. Conta anche la previsione meteo: un terreno fradicio per piogge continue ostacola il trapianto, mentre un autunno secco richiede acqua di sostegno nei primi giorni.
Dove collocare gli aster per favorire i fiori
Molte varietà a fioritura autunnale danno il meglio in buona luce, spesso con diverse ore di sole. In ombra eccessiva possono allungarsi e produrre meno fiori. Serve spazio sufficiente tra gli esemplari perché l'aria circoli tra le foglie; la scarsa ventilazione può favorire problemi come l'oidio su varietà sensibili. Se coltivi in vaso scegli un contenitore proporzionato alla crescita prevista.
Come preparare buca e terriccio
Lavora il terreno senza creare una conca in cui l'acqua ristagni. La buca dovrebbe accogliere comodamente la zolla e permettere alla pianta di restare alla stessa profondità di prima. Se il suolo è molto argilloso, migliora la struttura dell'area di impianto anziché riempire soltanto una piccola buca con substrato completamente diverso. Una volta collocata la pianta, compatta leggermente e irriga per far aderire la terra alle radici.
Cosa fare nelle settimane successive
Controlla l'umidità reale del suolo: nei primi tempi la zolla non dovrebbe seccare completamente, ma nemmeno restare immersa nell'acqua. Rimuovi parti evidentemente malate o rotte, senza eseguire potature drastiche soltanto perché è ottobre. Dopo la fioritura, gli steli secchi possono essere gestiti secondo specie, clima e preferenze estetiche; spesso è utile lasciare parte della vegetazione fino al momento opportuno.
La regola da ricordare
Per molti aster perenni, primavera e inizio autunno sono le finestre principali. Se il clima è mite e la pianta ha tempo di radicare, l'autunno può funzionare; se sono imminenti gelate forti, la primavera è generalmente più prudente. Il calendario è il punto di partenza, ma la scelta corretta la fanno la specie e le condizioni del terreno.
