Malattie provocate dai virus

Oltre alle malattie parassitarie delle piante dovute a funghi e batteri, che si combattono mediante l’applicazione di prodotti specifici ed ai danni dovuti ad insetti, ai quali si fa fronte con l’uso di insetticidi, esiste un gruppo di gravi alterazioni per le quali non esiste alcun metodo di cura. Si tratta delle virosi, malattie provocate dai virus per le quali l’unica modalità di difesa è la prevenzione. Oltre che alle piante i virus possono causare gravi problemi anche all’uomo (febbre gialla, poliomielite) ed agli animali (vaiolo vaccino, afta epizootica).

Natura dei virus

I virus, considerati non organismi viventi, ma agenti vitali, sono particelle di dimensioni tanto piccole da essere visibili solo al microscopio elettronico. Oggi, grazie a questo apparecchio, conosciamo un gran numero di particelle virali, diverse per dimensione e forma. In relazione a quest’ultimo carattere distinguiamo i virus in quattro gruppi: tubuliformi, isometrici, bacilliformi e virus con forme diverse (ovoidali, fagi), non riferibili ed alcuno dei raggruppamenti precedenti. Ogni particella virale completa, definita nucleo-capside o virione, è costituita da un filamento di acido nucleico (DNA o RNA) che ne determina le proprietà infettive e patogene, e da una capsula esterna di materiale proteico. Solo alcuni virus più complessi contengono anche altre sostanze, quali poliammine e lipidi. I virus, pur non essendo degli esseri viventi, hanno in comune con questi un’importante caratteristica, quella di riprodursi. Per la replicazione è però necessario che la particella virale si trovi all’interno di una cellula vivente, della quale utilizza i materiali biologici ed i sistemi enzimatici: si tratta quindi di patogeni obbligati.

Diffusione, penetrazione ed insediamento nell’ospite

I virus trovano nella cuticola che ricopre i tessuti vegetali una barriera alla penetrazione nelle cellule dell’ospite. Questa avviene quindi quando esiste o un vettore (insetti, acari e nematodi), o una continuità istologica con un ospite già infetto, o una ferita nell’epidermide di rivestimento. Fra gli insetti gli afidi sono i principali vettori di virus: il solo Myzus persicae è in grado di trasmetterne oltre un centinaio; fra i nematodi sono importanti le specie appartenenti ai generi Xiphinema, Longidorus e Trichodorus. La propagazione delle particelle virali può avvenire anche in seguito all’azione dell’uomo: le lavorazioni del terreno, le legature, le potature se vengono fatte con strumenti infetti, favoriscono la trasmissione della malattia. I virus, infine, si possono diffondere attraverso il suolo con il movimento delle acque sotterranee. Una volta penetrato nell’ospite, il virus comincia subito a replicarsi ed i sintomi della malattia compaiono in genere entro pochi giorni.

I sintomi delle malattie virali

I virus, dopo essere penetrati nella pianta, possono muoversi all’interno di questa trasportati dalla linfa. Come conseguenza di questa traslocazione l’ospite presenta, oltre a sintomi locali, nella zona di tessuto in cui ha avuto inizio l’infezione, anche sintomi sistemici, lontano dal punto di penetrazione del patogeno. I sintomi più frequenti e caratteristici sono:

Macchie clorotiche e necrotiche

Le prime, che derivano dalla mancata formazione di clorofilla, possono essere distinte in: mosaici, quando le aree clorotiche sono frammiste a quelle normali (mosaico giallo della vite, mosaico del melo), maculature anulari, quando l’assenza del pigmento si manifesta con anelli semplici o concentrici (ringspot del pesco), giallumi, quando la clorosi è diffusa a gran parte od alla totalità della lamina fogliare (giallume del pesco). Le necrosi, costituite da zone di cellule morte ed imbrunite, a volte rappresentano l’evoluzione di una clorosi, altre volte si presentano tali fin dal loro primo apparire. La necrotizzazione riguarda frequentamente i tessuti parenchimatici, ma a volte sintomi di questo genere si manifestano anche a livello del sistema vascolare.

Malformazioni

Possono riguardare, a seconda della specie virale, tutti gli organi della pianta. Su rami e tronchi sono frequenti gli appiattimenti e le fasciazioni, mentre sulle foglie si hanno arricciamenti, accartocciamenti e lacinature (complesso dell’arricciamento della vite, butteratura del legno del pesco). I frutti manifestano gibbosità (analatura fuligginosa del cotogno) e spaccature (rugginosità ulcerosa del melo); i fiori possono presentare gli organi trasformati in lembi fiorali (fillomania).

Anomalie di sviluppo

Si raggruppano sotto questa denominazione varie alterazioni, le più importanti delle quali sono le riduzioni di crescita. Queste possono interessare tutta la pianta (nanismo del pesco), o solo gli internodi terminali dei germogli (scopazzi del melo), le foglie (rosetta del pesco) od i frutti (giallume del pesco).

Proliferazioni

Rientrano in questo gruppo i tumori, e le enazioni, proliferazioni lamellari che si formano lungo le nervature della pagina inferiore delle foglie. Di solito i virus provocano il deperimento della pianta ad una riduzione della produzione, pur senza causarne la morte. Spesso però i danni sono così gravi che è bene procedere all’estirpazione delle piante infette per evitare un’ulteriore diffusione della malattia. I micoplasmi e le rickettsie sono due gruppi di microrganismi che causano nelle piante malattie con caratteristiche simili ale virosi per quanto riguarda sia i sintomi, che le modalità di trasmissione. I micoplasmi sono microrganismi unicellulari, molto piccoli, di forma varia (tondeggianti, ovoidali, allungati) che, per le loro caratteristiche sono stati confusi a volte con i virus, altre con i batteri. In realtà, si distinguono dai primi per la capacità di crescita autonoma e per la presenza in essi di entrambi gli acidi nucleici e dai secondi per la mancanza di parete cellulare e per la resistenza a quasi tutti gli antibiotici. Varie sono le modalità di riproduzione dei micoplasmi; ricordiamo la scissione binaria, la gemmazione e la formazione di corpi elementari. Le rickettsie sono organismi unicellulari, procarioti, molto simili ai batteri dai quali si distinguono per l’incapacità di crescita al di fuori delle cellule ospiti. Micoplasmi e rickettsie, oltre che essere i responsabili di numerose malattie delle piante, che si manifestano con ingiallimenti, riduzioni di sviluppo, deformazioni, sono gli agenti causali di diverse alterazioni patologiche degli animali e dell’uomo.

I mezzi di difesa delle virosi

Allo stato attuale delle conoscenze una lotta diretta contro le malattie delle piante provocate da virus è impossibile. Si potrà solo effettuare una lotta indiretta, combattendo accuratamente gli insetti che trasportano i virus, in particolar modo afidi e tripidi ed i nematodi. Bisognrà inoltre badare di non diffondere le infezioni coi lavori colturali, come la potatura e le lavorazioni del suolo. Ad esempio, la frequente sterilizzazione degli strumenti usati per la potatura (un quarto d’ora in acqua bollente) contribuisce a prevenire l’estendersi della contaminazione. Infine sarà necessario, quando si effettuano gli impianti, usare per gli innesti marze sane e scegliere semi e piantine sicuramente non ammalate: quelle che presentassero sintomi di virosi, devono essere scartate. Le piante da frutto e le viti a dimora vanno estirpate e bruciate al presentarsi dei primi sintomi: potranno poi essere sostituite con piante di varietà resistenti. In qualche caso, se la malattia non è molto avanzata, si potrà effettuare il sovrinnesto con varietà resistenti.

 

 

 

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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