Lavanda selvatica

Giro in lungo e largo il Parco Nazionale del Cilento ma non ho trovato la lavanda selvatica, ma oggi facendo una passeggiata sul crinale di Velia denominato “Percorso degli Dei” per la presenza dei resti dei templi Greci, Ho trovato la lavanda subito l’ho fotografata, e ora vi scrivo le caratteristiche di questa Pianta.

lavanda selvatica

Pianta suffrutice, alta 30-60 cm., densamente ramosa, con forte odore aromatico. La radice è legnosa, serpeggiante, fibrosa. Il fusto rigido e ramoso è legnoso inferiormente, con rami tetragoni. La corteccia di colore bruno-rossastra, con screpolature. Le foglie dentate sono opposte oblungo-lineari, intere con margine increspato rivolto verso il basso, appaiono di un tenue colore verde-grigiastro tomentoso sulle due pagine. I fiori sono piccoli di un bruno porporino, riuniti in spighe terminali ovoidi lunghe 20-35 mm, coronate da grandi brattee sterili,di solito di colore violetto; hanno un piccolo calice gamosepalo, di colore blu scuro, terminante in 4 denti triangolari più uno che forma un’appendice pelosa. I frutti sono degli acheni brunastri leggermente iridescenti.

La lavanda non ha molte proprietà in passato veniva usata nei cassetti per profumare infatti veniva chiamata “spiga addosso”, i pastori la pestavano e la miscelavano con olio di oliva e la usavano come cicatrizzante e disinfettante e contro le punture di insetti. Le tisane di lavanda, usate con cautela, sono utili per attenuare i crampi intestinali, gli attacchi d’asma, i mal di testa, come calmanti.

Non appena la rivengo in altri luoghi del Parco vi informo oppure se qualcuno di voi lettori la rinvenisse può informarmi.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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