Tignola dell’olivo

Il suo nome scientifico è “Prays Olea”, è un lepidottero appartenente alla famiglie delle Praydidae ed è uno dei principali avversarsi dell’olivo. Questo insetto è pericoloso quasi quanto la mosca dell’olivo. Il loro attacco provoca la caduta prematura dei frutti e una diminuzione della produzione. Gli studiosi affermano che la pericolosità di questo insetto sia limitato solo a determinate annate. Questa specie è diffusa in tutta l’area che va dal Mar Nero al Nord Africa fino al Mar Mediterraneo. L’insetto è una farfalla di colore grigio con un’apertura alare di circa 15mm (I maschi risultano essere più piccoli)o. Attano principalmente l’olivo e l’olivastro ma si sono riscontrati attacchi anche sui gelsomini, sulle filliree e sui ligustri.

Le larve di questi insetti hanno comportamenti differenti, questo è determinato dalla generazione. Le generazioni sono principalmente tre: 1: Autunno-Primavera: Attaccano le foglie 2:Primaverile: Attaccano i fiori 3: Estiva: Attaccano i semi dell’olivo Si presume però che i loro principali nutrienti siano le foglie. Questo è stato confermato dal fatto che anche in annate con scarsa produzione anche le larve estive e primaverile si nutrono di foglie.

Le larve si sviluppano in 5 fasi, l’ultima è la ninfosi. Il loro sviluppo è determinato da temperature fresche.

COME AGIRE: I metodi possono essere sia biologici che chimici. Tra i metodi biologici troviamo l’allevamento di specie cacciatrice: Ditteri

METODO BIOLOGICOMETODO NON BIOLOGICO

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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