Borragine comune.

Borragine comune, Borago officinalis L. è una pianta erbacea annuale, alta 20/60 cm con un fusto eretto ramoso in alto, carnoso, succulento, interamente cavo. Tutta la pianta è ricoperta da una fitta pelosità particolarmente ispida, che assume l’aspetto di un etereo velo dai contorni argentati. Le foglie sono intere, rugose, di forma ovata(2-3 cm x 4-5 cm, con nervature evidenti e margine ondulato.  I fiori sono penduli, riuniti in grappoli ripiegati verso il basso e muniti di una corolla rotata, larga circa 2 cm, azzurro- violacea, composta di 5 petali acuminati e altrettanti stami disposti a cono, sporgenti di colore scuro. Il frutto è formato da 4 achemi ovato-obblunghi, trigoni, rugosi, di colore scuro.E’ facile osservarla nei terreni erbosi incolti, negli ambienti ruderali, negli orti lungo i margini stadali e sentieri.

borragine

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Storia, miti , leggende e usi particolari

L’etimologia del termine latino borago ha un’origine incerta e controversa. Probabilmente è legata alle parole arabe abou, “padre”, rash, “sudore”, in relazione alle proprietà diaforetiche della pianta. Secondo altre interpretazione è riconducibile al tardo latino burra , espressione che designa una stoffa grossolana a pelo lungo oppure una deformazione di cor “cuore” e ago ” io porto “, con riferimento alle sue presunte capacità di sanare le malattie del cuore e risollevare lo spirito.

Impieghi alimentari e officinali.

la borragine contiene allantoina, mucillagine, flavoidi, alcaloidi pirrolizidinici ( licopsanina, intermedina, amabilina, supinina, ecc.) sostanze tanniche, resine, tracce di olio essenziale, acidi grassi poolinsaturi ( nei semi) , vitamina C, magnesio, calcio e potassio. Le foglie raccolte possibilmente prima della formazione del fusto, vengono consumate lessate ( col processo di cotture i peli perdono la loro consistgenza) da sole o con altre verdure, condite con olio extravergine di oliva , o saltate in padella.trovano impiego anche nella preparazione di frittate , minestre e zuppe, ripieni di ravioli, torte salate.le foglie tenere, il cui sapore ricorda il cetriolo , si mangiano crude in insalata ( è meglio tritate a causa della pelosità che potrebbe risultare fastidiosa al palato. I fiori , oltre a presentare un gusto delicato e gradevole , si rivelano delle soluzioni cromatiche inattese e di grande effetto per arricchire insalate, macedonie, zuppe , creme  e dolci.  I semi di Borragine sono  una preziosa fonte di acidi grassi insaturi( acido oleico, alfa e y-linoleico): l’olio ottenuto per pressione a freddo trova impiego in ambito alimentare ( come integratore aiuta a contrastare il colestrerolo alto, l’ipertensione, le dermatiti, la psoriasi, e gli eczemi)  ecosmetico( aumenta l’elasticità della pelle e previene la formazione  delle rughe). In fitoterapia la Borragine è utilizzata per la sua zione depurativa, antiinfiammatoria, espettorante, diaforetica, diuretica e blandamente lassativa. Le mucillaggini, per per le loro proprietà emolienti , svolgono un’attività antinfiammatoria e rinfrescante, utile per curare vari disturbi  dell’apparato respiratorio , gastro intestinale e urinario, mentre per uso esterno, in forma di cataplasma , sono indicate  per alleviare irritazioni cutanee , eczemi, foruncoli, ustioni, piaghe e punture di insetti.

Comunque l’uso di questa piante per tempi prolungati nel tempo può provocare effetti epatossici e cangerogeni.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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