Gli uccelli

Un orto coltivato secondo natura è frequentato volentieri da molte specie di uccelli. Se accanto all’orto c’è un prato naturale che viene tagliato solo due volte l’anno, i nostri amici alati potranno trovarvi di che vivere per tutta l’annata, perchè il prato spontaneo è ricco di semi, coleotteri, vermi, larve, bruchi e uova d’insetti di ogni specie, molti dei quali dannosi alle piante. Alcuni arbusti tipici della zona potranno offrire agli uccelli un posto sicuro e i frutti di cui nutrirsi. L’orto coltivato secondo criteri biologici è dunque, rispetto agli altri orti, in grado di ospitare un maggior numero di specie di volatili. Gli uccelli vanno apprezzati non solo per il loro gradevole cinguettio, ma anche perchè assolvono nell’orto e nel giardino la funzione di “poliziotti” costantemente impegnati a tenere sotto controllo i parassiti. Una coppia di cince coi suoi piccoli elimina ad esempio centinaia di insetti, per lo più dannosi, in una sola stagione vegetativa. Che si tratti dell’antonomo del melo, della carpocapsa, del punteruolo del nocciolo, di elateridi, di afidi o di bruchi di cavolaia, quando è necessario intervenire per eliminarli, gli uccelli sono sempre sul posto. Quasi tutti gli uccelli, e soprattutto le nidiate, si nutrono di insetti. Sia le speciepiù grandi, come ad esempio i tordi, i merli e gli storni, sia quelle più piccole, come i pettirossi, sono ghiotti anche di lumache, parassiti facili da catturare, ma ad attività prevelentemente notturna. Uccelli come il grande e il piccolo picchio rosso e il picchio verde vivono principalmente sugli alberi, contribuendo in misura considerevole all’eliminazione di insetti, larve e bruchi arboricoli. Nella scelta degli alimenti gli uccelli danno prova di grande capacità di adattamento. I nidiacei vengono nutriti con insetti, larve di coleotteri e bruchi, che all’epoca delle nidiate sono presenti in abbondanza, ma in autunno molti uccelli rivolgono il loro interesse alle bacche e ai frutti. L’alimentazione invernale è basata principalmente su sementi di erbe e piante erbacee. Nella stagione fredda i pennuti hanno bisogno di alimenti altamente energetici e ricchi di sostanze grasse. Per sopravvivere nelle notti in cui la temperatura scende sotto lo zero, gli uccelli di piccole dimensioni diminuiscono talmente di peso che, se nelle poche ore diurne non trovano cibo a sufficienza, la notte seguente possono già morire di denutrizione. E’ perciò importante che accanto all’orto o al giardino vi siano piccole superfici di prato ricche di semi d’erbe, e inoltre cespugli e alberi che producano bacche e semi. Queste fonti naturali di nutrimento sono preferibili a qualsiasi mangiatoia rifornita dall’uomo: gli uccelli infatti devono procurarsi il più possibile da soli di che vivere, allo scopo di potersi mantenere sempre “in forma”. In certi casi è tuttavia indispensabile fornire loro un pò di cibo come quando, ad esempio, si verifica un’improvvisa gelata dopo una notte di pioggia e sulla corteccia e i rami degli alberi si forma uno strato di ghiaccio così spesso che gli uccelli non riescono a spezzarlo. Quali devono essere le caratteristiche di una mangiatoia veramente pratica e funzionale? Innanzitutto, dovrà essere inaccessibile ai gatti. In secondo luogo, il fondo su cui viene sparso il becchime dovà essere facile da pulire (la soluzione migliore è una tavoletta estraibile), perchè gli escrementi degli uccelli sono fonte di infezioni. Inoltre dovrà essere fornita di una piccola tettoia per evitare che il pastone per gli uccelli si infradici in seguito alla pioggia, ed eventualmente geli. Le mangiatoie per uccelli vengono di solito sistemate vicino alle abitazioni, e in particolare alle finestre, per poter osservare i movimenti e le abitudini degli uccelli: in tal caso però verranno frequentate solo da specie che non temono molto l’uomo, come la cinciallegra, la cincia azzurra, il fringuello, il cardellino verde, il passero o il ciuffolotto, la cui sopravvivenza non è tuttavia minacciata quanto quella di uccelli più timidi. E’ preferibile pertanto collocare la mangiatoia ad alcuni metri di distanza dalla casa, o almeno presso le finestre di una stanza poco frequentata. Non tutti gli uccelli hanno le stesse esigenze alimentari: un becchime misto è perciò più indicato che una sola specie di semi, o il solo pastone. I fringuelli riescono ad aprire con facilità i gusci dei semi di girasole e altri semi duri, ed anche alcune specie di cince riescono ad utilizzarli, sia pure a fatica. Per gli uccelli che si nutrono di cibi teneri, come il pettirosso, lo scricciolo e il tordo, sono invece più indicati fiocchi d’avena e uva passa. E’ una buona soluzione incorporare del becchime asciutto in una certa quantità di sego bovino, che si può acquistare in qualsiasi macelleria. Il sego verrà riscaldato in un tegamino di quel tanto che è sufficiente a farlo liquefare e incorporarvi crusca, fiocchi d’avena, uva passa, semi di canapa e di girasole. Una volta amalgamata bene la massa, la si verserà in un recipiente basso, lasciandola raffreddare. Il mangime così preparato, ricco di sostanze grasse e nutrienti, non può essere beccato dai passeri: verranno così privilegiati la cincia, il fringuello, il rampichino, il picchio. Per le specie che si nutrono di cibi teneri, il sego arricchito dei vari ingredienti dovrà essere spezzettato: per potervi riuscire facilmente se ne verserà, quando è ancora liquido, uno strato molto sottile in una teglia da biscotti. Per far sì che gli uccelli si abituino a frequentare la mangiatoia prima che inizi l’inverno, è meglio sistemarla sul posto con qualche settimana di anticipo, mantenendo però limitata la quantità del becchime, dato che gli uccelli possono ancora procurarsi da soli cibo a sufficienza. In caso di gelate o di nevicate abbondanti, la casetta con il becchime dovrà essere controllata ogni giorno, preferibilmente verso sera, affinchè al mattino gli uccelli affamati possano cibarsi a volontà. In primavera si fornirà becchime agli uccelli solo fino a quando non saranno di nuovo in grado di procurarselo da soli: la loro principale fonte di nutrimento saranno ora i parassiti dell’orto o del giardino. All’inizio della primavera può essere utile predisporre siti adatti per la nidificazione, o controllare quelli già esistenti. In siepi e cespugli si possono cercare o creare sistemazioni adatte agli uccelli, soprattutto nelle biforcazioni dei rami. Se qualche ramo desse fastidio, si potrà anche decidere di tagliarlo. Ogni volta, del resto, che si poteranno alberi o arbusti si cercherà di rispettare certe naturali sistemazioni dei rami che appaiano particolarmente favorevoli alla nidificazione. In mancanza di ciò, si creeranno delle situazioni adatte alla nidificazione legando opportunamente alcuni rami resistenti. Le casette-nido dovranno avere il fondo estraibile per facilitare la pulizia. e fori di scolo per l’acqua delle piogge. L’apertura dovrà guardare verso S-E. Gli uccelli nidificano in queste casette solo se sono collocate ad almeno 3 metri di distanza dal suolo, e ben nascoste tra la vegetazione. Gli orticoltori lamentano spesso il fatto che alcune specie di volatili divorino grandi quantità di frutti succosi. Di solito, tuttavia, gli uccelli cercano questi frutti semplicemente perchè hanno sete: è dunque importante che in ogni orto o frutteto possano trovare un abbeveratoio apposito, sempre rifornito di acqua. Queste vaschette, che dovrebbero presentare bordi piani e diversi livelli di profondità, saranno visitate volentieri anche dagli insetti: se si avrà l’accortezza di sistemarne una in prossimità del luogo dove si prendono i pasti all’aperto, si riuscirà anche a tener lontane le vespe, le quali assalgono le tavole imbandite, recando tanta molestia, soprattutto quando sono assetate.

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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