Batteri utili

I batteri sono dei microrganismi unicellulari, sono più grandi dei virus e sono visibili utilizzando il microscopio ottico. Sono in grado di riprodursi autonomamente nell’ambiente e anche in vari tessuti del corpo umano. Sono vari batteri utili che contribuisco alla creazione di  alcuni alimenti, tipo: il pane, il formaggio o il vino, ad esempio nella fermentazione di quest’ultimo è responsabile il saccaromices cervisae.

Batteri utili

Tutti i batteri elencati quì sotto vanno attivati. Nel video sottostante vi spiego come fare.

Bacillus thurigensis

Il bacillo ha compiuto nel 2011, 110 anni. Almeno, per quanto riguarda la sua scoperta. Molti i ceppi noti, ancor di più i formulati commerciali.

Tanti auguri Bacillus! Un ‘vecchietto’ sempre arzillo, che venne battezzato nel 1901 in Giappone e poi una seconda volta nel 2011 in Germania.

I suoi usi agronomici presero piede soprattutto durante le prime forme di agricoltura ‘biologica moderna’. Moderna, perché l’agricoltura dei nostri trisnonni non aveva certo insetticidi a disposizione ed era quindi ‘biologica per forza’.

Il Bacillus thuringiensis, da un punto di vista ambientale, è un batterio sporigeno che vive normalmente nel terreno. Quando le sue spore vengono purificate e spruzzate sulle superfici fogliari creano un problema agli insetti infestanti. Quando viene ingerito dagli insetti sensibili il batterio sporula nell’intestino dell’ospite. Dopodiché libera alcune tossine in grado di danneggiare il tratto digerente delle larve, soprattutto di ditteri e lepidotteri. Su questi ultimi sono attivi soprattutto due ceppi: il Kurstaki e l’Aizawai .

Le tossine, innocue per l’uomo anche per una questione di pH gastrico, sono prodotte sotto forma di cristalli, i quali si dissolvono in particolari condizioni di alcalinità spinta con valori di pH superiori a 9. Le tossine Bt sono perciò estremamente specifiche e danneggiano solo l’intestino di ben determinate specie d’insetti.

Vista la sua elasticità genetica, dal Bacillus thuringiensis è stato estratto infine il gene che codifica la tossina, successivamente questo è stato inserito in alcune piante coltivate, in particolar modo nella soia e nel mais. In tal modo le suddette piante sono in grado di sintetizzarsi da sole la tossina divenendo ‘velenose’ per gli imprudenti fitofagi. Un suo uso meno discusso è in apicoltura, dove viene impiegato nella lotta biologica alla tarma della cera.

I ceppi in commercio

Il B. thuringiensis con più ceppi è il B. thuringiensis Kurstaki, con ben sei differenti ceppi segnalati in commercio: 3A3B, ABTS 351, EG2348, SA11, SA12, HD1. Quest’ultimo ceppo pare essere il più gettonato dalle aziende produttrici, visto che conta ben 14 registrazioni ufficialmente in commercio sulle 26 totali di Kurstaki.

Il B. thuringiensis Aizawai conta invece sul solo ceppo H7, di cui esistono 4 differenti formulazioni in commercio. Un solo ceppo, l’NB176, per il B. thuringiensis Tenebrionis, che si differenzia soprattutto per la sua attività sui coleotteri.

Di certo, l’efficacia di un formulato è in diretta correlazione alle modalità e alla tipologia di formulazione. A parità di microorganismo utilizzato infatti, è la qualità del formulato e della sua conservazione e manipolazione fanno la differenza al momento dell’applicazione.

Turi L prodotto a base di b. thuringiensis

Streptomyces

Streptomyces griseoviridis è un microrganismo appartenente all’ordine degli Actinomycetales, genere Streptomyces, ed è utilizzato per il controllo biologico dei funghi responsabili dei marciumi.

Streptomyces griseoviridis è un batterio comunemente presente nel suolo e sulla vegetazione in decomposizione.

Fu isolato in Finlandia, dalla torba, da Waksman e Henrici nel 1948.

Ci sono oltre 500 le specie di Streptomiceti, caratterizzate per la produzione di un micelio, da cui derivano le spore (forme di sopravvivenza), ma non sono funghi.

Il loro ciclo prevede una prima fase di crescita vegetativa del micelio all’interno del substrato.

In 24 ore germinano le spore e si formano le ife all’interno del substrato, con la proliferazione della colonia.

Le colonie batteriche si distinguono per l’odore “di terra bagnata”, derivante dalla produzione di geosmina, un metabolita volatile.

Molti ceppi di Streptomycetes griseus sono produttori di antibiotici – come la streptomicina, utilizzata per la cura contro l’agente della peste, Yersinia pestis, e della tubercolosi, Mycobacterium tuberculosis) e metaboliti secondari.

In seguito all’ isolamento dei ceppi batterici per la produzione di antibiotici, Waksman vinse il premio Nobel nel 1952.

Ha un’ azione specifica verso quei patogeni fungini che causano marciumi, del seme, delle radici e del fusto, delle colture erbacee ed arboree.

Sembra di agire contro la malattia – causando funghi in almeno due modi. Colonizzando le radici delle piante prima che gli organismi di malattia arrivare, li priva di spazio e di nutrimento. E roduces anche diversi tipi di sostanze chimiche che possono attaccare i funghi nocivi.

E’ un microrganismo del tutto innocuo per l’uomo e gli animali

Saccaromyces cerevisae

Il Saccharomyces cerevisiae Meyen ex E.C. Hansen, 1883, organismo unicellulare osmofilo appartenente al regno dei funghi, comunemente noto come “lievito di birra”, è una nota specie di lievito della famiglia Saccharomycetaceae che si riproduce per gemmazione.

Saccharomyces cerevisiae ha forma da ovale a ellittica e diametro di 5-10 micrometri. Si moltiplica attraverso un processo di gemmazione, diversa dalla riproduzione che invece prevede riarrangiamento genico. È utile nello studio del ciclo della cellula perché la sua coltura è molto semplice, ma presenta la complessità della struttura interna di piante e animali, anch’essi eucarioti.

È probabilmente il lievito più importante nell’ambito dell’alimentazione umana e il suo utilizzo è noto fin dall’antichità per la panificazione, la vinificazione e la produzione di birra. Si pensa che sia stato isolato per la prima volta dalla superficie di acini d’uva; è presente infatti nella pruina. È uno dei microrganismi eucarioti più intensamente studiati in biologia cellulare e molecolare, quanto l’Escherichia coli quale modello dei procarioti. È il microrganismo responsabile del tipo più comune di fermentazione.

Aureobasidium pullulans

Aureobasidium pullulans è un eu-ascomicete appartenente alla famiglia delle Dothioraceae, ovvero un fungo che si comporta come un lievito senza dare le problematiche dei patogeni. È normalmente presente in natura, per cui si adatta alle condizioni ambientali, è resistente alla siccità e non è fotosensibile. I ceppi registrati come fungicidi microbiologici sono DSM 14940 e DSM 14941, sono stati selezionati per la resistenza in condizioni di stress idrico e di alte temperature.  Il meccanismo di azione è la competizione, sia per gli elementi nutritivi sia per lo spazio. In questo modo l’ingresso e l’insediamento del patogeno viene ostacolato, effetto che viene ampliato in caso di stress idrico e termico grazie alla produzione di pullulano, polisaccaride che agisce da barriera fisica contro funghi e batteri. Essendo un meccanismo di azione per competizione (occupazione degli spazi disponibili) non c’è rischio di induzione di resistenza nei patogeni.

Pùò contrastare:

  • Marciumi
  • Moniliosi
  • Botrite

Baly prodotto a base di Aureobasidium pullulans

Bacillus licheniformis

Il Bacillus licheniformis è un batterio che si trova comunemente nel terreno. Si trova sulle piume degli uccelli, in particolare sul petto e sul dorso, e più spesso negli uccelli che vivono a terra (come i passeri) e nelle specie acquatiche (come le anatre).

È un batterio gram-positivo. La sua temperatura di crescita ottimale è di circa 50°C, anche se piò sopravvivere a temperature molto più elevate. La temperatura ottimale per la secrezione enzimica è di 37°C. piò esistere in una forma di spora dormiente per resistere ad ambienti difficili, o in uno stato vegetativo quando le condizioni sono buone.

L’elevata capacità di secrezione della serina proteasi alcalina ha reso il Bacillus licheniformis uno dei batteri più importanti nella produzione industriale di enzimi.

Gli scienziati stanno attualmente esplorando la sua capacità di degradare le piume per scopi agricoli. Le piume contengono elevate quantità di proteine non digeribili, ma i ricercatori sperano che, attraverso la fermentazione con il Bacillus licheniformis, possano utilizzare le piume di scarto per produrre farina di piume economica e nutriente per nutrire il bestiame.

Pùò contrastare:

  • Marciumi
  • Moniliosi
  • Botrite

Baly prodotto a base di Bacillus licheniformis

Bacillus pumilus

Il Bacillus pumilus è un bacillo Gram-positivo, aerobico, sporigeno che si trova comunemente nel terreno.

Le spore di Bacillus pumilus , ad eccezione del ceppo mutante ATCC 7061, mostrano generalmente un’elevata resistenza agli stress ambientali, tra cui l’esposizione ai raggi UV, l’essiccazione e la presenza di ossidanti come il perossido di idrogeno. I ceppi di B. pumilus trovati presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA sono risultati particolarmente resistenti al perossido di idrogeno.

È stato scoperto che un ceppo di B. pumilus isolato dal gambero tigre nero ( Penaeus monodon ) ha un’elevata tolleranza al sale e inibisce la crescita di agenti patogeni marini, tra cui Vibrio alginolyticus, se coltivato insieme.

Pùò contrastare:

  • Marciumi
  • Moniliosi
  • Botrite

Baly prodotto a base di Bacillus pumilius

Bacillus subtilis

Bacillus subtilis è un batterio Gram-positivo, conosciuto anche come bacillo del fieno o dei pascoli, comunemente presente nel suolo.

B. subtilis non è un patogeno umano. Esso comunque può degradare o può contaminare gli alimenti, e modificarli, ma raramente causa intossicazione alimentare.

Il Bacillus subtilis produce l’enzima proteolitico subtilisina. Si ritiene che, per questo, invece collabori alla elaborazione delle fermentazioni tradizionali dei cibi a base di cereali, mais e fagioli, in America, (Pozol ed altre); miglio e sorgo in Africa, riso, fagioli e pesce in Asia. Tali cibi sono modificati dalla fermentazione, sia nella consistenza che nelle caratteristiche organolettiche, sia anche nel contenuto (proteine pregiate); tali caratteristiche permettono un miglioramento ed un arricchimento sostanziale dei cibi.

Pùò contrastare:

  • Sviluppo peronospora
  • Sviluppo dell’antracos

Bas prodotto a base di Bacillus subtilis

Bacillus amyloliquefaciens

Il Bacillus amyloliquefaciens è una specie di batterio del genere Bacillus che p la fonte dell’enzima di restrizione BamHI. Sintetizza anche una proteina antibiotica naturale barnase, una ribonucleasi ampiamente studiata che forma un complesso notoriamente stretto con il suo inibitore intracellulare barstar, e plantazolicina, un antibiotico con attività selettiva contro il Bacillus anthracis.

Viene utilizzato in agricoltura, acquacoltura e idroponica per combattere i patogeni delle radici come Ralstonia solanacearum, Pythium, Rhizoctinia solani, Alternaria tenuissima e Fusarium come migliorare bene la tolleranza delle radici allo stress salino. Sono considerati rizobatteri che promuovono la crescita e hanno capacità di colonizzare rapidamente le radici.

Pùò contrastare:

Bas prodotto a base di Bacillus amyloliquefaciens

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *