Asparago

Parti utilizzate

I giovani germogli detti “turioni”.

Ambiente clima terreno

L’asparago è una pianta rustica, cresce bene in ogni clima e predilige posizioni soleggiate. Il terreno ideale di questo ortaggio è quello sabbioso, fertile e molto ben drenato, in quanto l’asparago è particolarmente sensibile ai ristagni d’acqua.

Coltivazione

Se impiantate una asparagiaia bisogna che teniate conto che, essendo l’asparago una pianta perenne, avrete un pezzo dell’orto impegnato per tutto l’anno (la durata dell’asparagiaia è di 10-15 anni e anche di più), per avere un periodo di raccolta di solo 6-8 settimane. Insomma, si può considerare un pò un lusso, che però, se non avete problemi di spazio, potete concedervi perchè l’asparago è uno degli ortaggi più prelibati e costosi. Per avere successo con questa coltura è molto importante una buona preparazione del terreno. Nell’autunno precedente all’impianto, bisognerà fare uno scasso profondo (lavorazione almeno fino a 70-80 centimetri) e, dopo aver fatto riposare un pò il terreno, incorporarvi abbondante concime organico ed eventualmente del terriccio e della sabbia se il vostro terreno è troppo compatto. In primavera (o già in autunno in meridione), fate dei solchi distanti 50-60 centimetri tra loro e profondi circa 20 centimetri. Questi solchi dovranno essere larghi abbastanza per poter contenere le cosiddette “zampe” (porzioni di rizoma con radici con cui si può moltiplicare questa pianta) ed avere il fondo leggermente convesso per favorire il deflusso dell’acqua. Le zampe vanno sistemate con cura, una di seguito all’altra, facendo attenzione a distendere bene le radici e a ricoprirle subito con del terriccio leggermente umido. Continuate periodicamente, mentre eseguite le sarchiature per eliminare le erbe infestanti, a riportare con la zappetta del terreno dai bordi dei solchi in modo tale che in autunno la aiuola sia piana. Fate sempre attenzione a non zappare troppo profondamente per non danneggiare le radici ed irrigate nei periodi asciutti. In autunno, quando le fronde sono ormai ingiallite e iniziano a seccare, tagliatele raso terra e bruciatele. E’ questo il momento giusto per intervenire con una concimazione di copertura, meglio se con letame molto vecchio. Gli asparagi si possono riprodurre anche tramite semina che andrà eseguita all’inizio della primavera nelle zone più calde e a fine aprile-maggio nei climi freddi. Usate vasetti di plastica o di torba, ma non le semenziere a cellette da cui non riuscirete più ad estrarre le piantine. Distribuite un solo seme per vaso (sono grossetti ed hanno buona germinabilità) ed annaffiate con cura. Quando le piantine sono alte 10-15 centimetri potrete trapiantarle a dimora in un terreno preparato come detto in precedenza. Anche le operazioni colturali da eseguire in seguito sono le stesse.

Raccolta e conservazione

Il primo anno di impianto non si raccoglie; il secondo si può iniziare a raccogliere, ma limitandosi a tagliare 1 o 2 turioni per pianta in modo tale che gli altri germogli crescano vigorosi irrobustendo le piante. Dal terzo anno la raccolta diventa abbondante ed eventualmente può essere anticipata se sistemate un tunnel di plastica che vi consentirà di ottenere turioni più grossi e già pronti a fine febbraio-marzo. Gli asparagi si raccolgono prima che inizino ad aprirsi, usando uno speciale coltello a lama seghettata. Il taglio deve essere effettuato nella zona compresa tra la base del turione e 10 centimetri sotto la superficie del terreno. Per una breve conservazione gli asparagi appena raccolti vanno sistemati dritti in acqua molto fredda per alcune ore e quindi asciugati e riposati in frigorifero chiusi in un contenitore. Per una lunga conservazione invece occorrerà surgelarli.

Avversità

Tra i parassiti animali, i più dannosi sono la mosca dell’asparago, la cui larva fa ingiallire e deformare i turioni (crescono storti), e la criocera (piccolo Coleottero di colore nero-azzurro metallico) che rode la punta dei turioni. Si possono raccogliere manualmente gli adulti al mattino presto, quando sono immobili sugli asparagi. Le malattie vegetali (come la tracheomicosi che fa seccare e morire le piante) si possono evitare usando del materiale di propagazione sano. Moltiplicando gli asparagi con le zampe è molto più facile trasmettere e diffondere le malattie fungine che non iniziando dal seme.

Varietà

Vi sono in commercio varietà che producono asparagi più piccoli e più numerosi, altre che li producono più grossi, ma in minor quantità. Si differenziano inoltre per il colore che può variare dal verde, verde-violetto o bianco. Si possono ottenere comunque turioni bianchi anche da altre cultivar sottoponendoli ad imbianchimento. Le varietà più selezionate e sicure si ottengono da seme; se acquistate le zampe, invece, avrete meno possibilità di scelta e raramente si tratta di cultivar selezionate.

Impieghi alimentari e officinali

L’intera pianta contiene asparagina, arginsa, tirosina, flavoidi, acido folico, carotenoidi, sostanze tanniche e amare, travce di olio essenziale, zuccheri, vitamina A, B, C, e PP, potassio, calcio, ferro, manganese, tracce di fluoro. Però è l’asparagina che è responsabile del caratteristico odore delle urine che segue l’ingestione degli asparagi, se i reni funzionano in maniera efficiente questo curioso fenomeno si verifica dopo 15/20 minuti l’ingestione anche di piccole quantità di asparagi.Le parti commestibile sono i giovani germogli raccolti all’altezza di 20/30 cm e vengono consumati esclusivamente cotti. E sono protagonisti di numerose ricette:

Scaldati e conditi con olio e limone; Ripassate in padella con burro e formggio di capra ; Uniti ad altre verdure ; Preparazione di frittare ; Risotti; sughi; Zuppe con uva (tipico sciusciello cilentano); Ravioli asparagi e ricotta. Essendo ricchi di vitamine sono indicati per convalescenti e ammalati o persone che seguono diete dimagranti. Per la loro funzionalità diuretiche sono utili per stimolare le funzionalità renali, eliminare scorie e compensare la ritenzione idrica.Non bisogna dimenticare che sono sconsigliati a sofferenti di gotta o affette da problemi renali specialmente se non vengono cotti in acqua (perchè con la bollitura le sostanze vengono scaricate).

 

Daniele

Daniele Castiello vive nel parco nazionale del Cilento ad Ascea , appassionato di erbe e della natura e dei sistemi biologici, ama le passeggiate in bicicletta tra la natura.

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